È dei “piccoli” il primato dei comuni più ricicloni

Diffusi i dati del rapporto di Legambiente 2008. Bozzolo, nel mantovano, è l'unico comune lombardo che appare nella classifica nazionale

Bene i piccoli, un po’ meno i grandi. È questo in estrema sintesi il dato principale che emerge dal rapporto di legambiente sui Comuni ricicloni 2008. A livello nazionale in valore assoluto è ancora la Lombardia a farla da padrona, con 364 comuni virtuosi, davanti al Veneto, con 326 e al Piemonte. Ma analizzando i dati relativi, è il Veneto a svettare in cima alla classifica, con il 56% dei comuni ricicloni. A livello regionale invece se i piccoli comuni del Nord infatti fanno come sempre scintille, giungendo a raddoppiare il dato di raccolta differenziata rispetto al prescritto, le grandi città competono su livelli di retroguardia, con poche eccezioni.
 In Lombardia è il caso di Lecco, da tempo il più riciclone dei capoluoghi lombardi, ma anche di Bergamo , che si segnala soprattutto per il suo ‘balzo in avanti’ di ben cinque punti percentuali rispetto all’anno scorso.
Sono questi alcuni dei riconoscimenti per i comuni lombardi assegnati questa mattina a Roma in occasione della quindicesima edizione di Comuni Ricicloni. Il 40% è l’obiettivo minimo di raccolta differenziata imposto per legge , precisamente con la legge finanziaria del 2007, ed è rispetto a questo obiettivo che sono state esaminate le prestazioni dei comuni italiani per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Solo chi nel 2007 ha rispettato l’obiettivo di legge ha diritto ad entrare nella classifica dei "Comuni Ricicloni". Nel drappello dei capoluoghi ricicloni lombardi appaiono anche Varese, Cremona e Sondrio. La città giardino si colloca all’ottavo posto della classifica nazionale dei capoluoghi di provincia con il 45,89% di raccolta differenziata. Ma sempre più, rispetto agli anni passati, si consolida il quadro di una Lombardia meno competitiva: le primissime posizioni sono tutte appannaggio di città del Veneto, Piemonte e Trentino, la nostra Lecco segue al 6° posto. Molto pesante è poi il distacco del capoluogo regionale, Milano, che con il suo misero 33,7% di raccolta differenziata non appare in nessuna classifica: resta in panchina a fare da “zavorra” della squadra lombarda. E questo nonostante siano davvero molti i comuni della Provincia milanese ad essere ben rappresentati nella classifica nazionale.

«Complessivamente gran parte dei comuni dimostra di fare una buona raccolta differenziata e anche di saper migliorare gradualmente negli anni – commenta Damiano Di Simine , presidente Legambiente Lombardia – ma esiste una parte di Lombardia, che comprende i capoluoghi di Milano e di Brescia e l’intera provincia di Pavia, che non compie lo sforzo necessario a migliorare la differenziazione dei rifiuti, la loro gestione e la riduzione complessiva della loro produzione». Quello della riduzione dei rifiuti è un parametro che ‘pesa’ molto sulla valutazione che viene espressa dal cosiddetto “indice di gestione”, indice sintetico derivante dalla ponderazione di 23 parametri che stabiliscono il piazzamento nella classifica dei “ricicloni”.
«Perseguire la massima efficienza nell’utilizzo e riutilizzo delle materie prime – conclude Di Simine -, allungare il ciclo di vita dei prodotti, limitare gli imballaggi, in definitiva puntare alla riduzione di tutti i rifiuti, è l’unica strategia possibile per evitare di dover far ricorso a nuove discariche ed inceneritori, di cui peraltro la Lombardia è oggi dotata in modo più che soddisfacente rispetto al fabbisogno».

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Pubblicato il 10 Luglio 2008
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