“C’è + Busto”: cercasi giovani per intervistare la città
Evento pubblico in piazza San Giovanni per lanciare la "fase di ascolto" rivoltai cittadini in vista del piano strategico d'area vasta
Metti un sabato pomeriggio di sole in piazza San Giovanni, con Camila Raznovich a presnetare, un Gigi Farioli “tutto lui” come cicerone, farfalle in volo e della musica elettronica prodotta in libertà e a emissioni zero. Shakera, e otterrai “C’è + Busto” evento organizzato dal Comune, insieme all’agenzia di comunicazione Jack Blutharsky, per attirare i giovani, elementi fondamentali per il progetto “Busto mette in circolo le energie” che porterà alla stesura del Piano strategico d’area vasta. Si cercano ragazzi dai 17 ai 25 anni per intervistare la città: due volte la settimana, girando di quartiere in quartiere con microfoni e telecamere, per farsi dire dai cittadini, durante i mesi estivi in cui si dipanerà questa fase “di ascolto”, la loro opinione sulla Busto del passato, i loro suggerimenti per quella del presente e le aspirazioni per la città del futuro.
Tiepida per ora la risposta dei giovani, forse troppo presi dal pigro passeggio del sabato in centro: ma l’amo è lanciato. Sul palco il sindaco Farioli, fra motti di spirito, botta e risposta con Camila e toni da showman, ha ricordato come Busto sia stata gratificata qualche anno fa del titolo di città leader, da parte di governo e Unione Europea, del territorio facente perno su Malpensa e sul cosiddetto Coridoio V delle grandi infrastrutture. Pertanto il piano strategico, che si andrà a definire con i Comuni vicini (opportunamente ringraziati per l’indispensabile collaborazione) e con LIUC (che sta studiando anche il parallelo piano della mobilità), ma non prima di aver raccolto il parere dei bustocchi stessi, assume grande rilevanza. «Le scelte non si faranno nelle segrete stanze, ma confrontandosi con i portatori d’interesse e soprattutto coinvolgendo i giovani» insiste il primo cittadino. Accanto a lui Camila ricorda l’importanza di un avvenire in chiave ecocompatibile, tanto più per chi ha ancora tutta la vita davanti. E lo spirito ecologico della giornata è testimoniato dalla liberazione di farfalle, in omaggio alle ragazze della YamamaY, ad opera dell’entomologo Gianumberto Accinelli del progetto Eugea dell’Università di Bologna, aiutato da tre piccoli assistenti; e, a un livello certo più tecnologico, dai “trolley solari”, accumulatori-generatori a pannelli fotovoltaici che hanno consentito a quattro fra musicisti e gruppi di comporre musica liberandosi dalla schiavitù della spina a muro, in giro per la città. Wang, Trifo, Kreyk e gli Anemoni hanno così potuto creare en plein air, prendendo spunto dai ritmi della città – creazioni improvvisate, ora riuscite, ora meno, ma sicuramente libere, poi sottoposte al giudizio del pubblico.
Il piano strategico avrà dunque bisogno dei giovani per proseguire: esaurite le interviste entro metà settembre, i ragazzi-intervistatori creeranno un documentario sulla base di queste, quindi si terrà una giornata finale al PalaYamamaY di viale Gabardi per tirare le somme e raccogliere gli ultimi interventi. Solo allora, aggiungendo a questi dati i sondaggi demoscopici dell’istituto Piepoli, si partirà con la definizione del piano e la sua presentazione al pubblico. Per scoprire cosa Busto vuole diventare da grande.
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