Portava in Marocco documenti falsi per clandestini

Marocchino bloccato a Malpesna dalla Mobile con 86 nulla osta nella valigia

La valigia sforna-clandestini era grigia, formato trolley, conteneva una giacca nera e dentro 86 Nulla Osta completamente falsi, documenti che consentono di ottenere il permesso di soggiorno una volta giunti in Italia e che un marocchina stava protando a Casablanca per rivenderli a un gruppo di uomini del suo quartiere. Li trasportava Mohamad Jmili, 42 anni, residente a Manerbio (Brescia) diretto a Casablanca. Il suo aereo doveva a partire alle 10 e 40, ma una volta giunto a Malpensa si era accorto che il suo “capo” non gli aveva fatto il biglietto aereo elettronico. Lo aveva chiamato ed era andato alla posta per ricevere dal capo un vaglia con cui fare un biglietto per partire alle 13 e 30. E’ il 18 febbraio, l’uomo compra un volo andata a ritorno con rientro il 24 febbraio. In Marocco, gli 86 paesani  gli daranno 2.500 euro per i finti nulla osta che porta nella valigia.
Ma la squadra mobile della questura di Varese lo aspettava al varco. L’uomo è stato arrestato poco prima di salire sull’aereo. La valigia è stata aperta, i documenti falsi sequestrati: Il capo, un italiano di 27 anni di Menerbio ma originario del fioggiano, con vari precedenti,  è indagato e tuttora ricercato. Proprio da Foggia vengono i falsi, sono firmati da un inesistente funzionario della Prefettura sula ascorta di richieste fittizie da aziende della zona (da verificare se esistano o meno), e recano già le fotocopie dei passaporti degli 86 marocchini.
Era uno spaccio di documenti per clandestini, quello scoperto dalla mobile. Per ottenere il nulla osta bisogna fare domanda nell’ambito del decreto flussi, come impone la normativa sull’immigrazione. Si presenta la domanda, certificando che un datore di lavoro ti vuole assumere, poi la questura e la direzione provinciale del lavoro fanno una istruttoria, infine il nulla osta viene rilasciato dallo sportello unico della Prefettura. Ed è grazie a quel documento, che uno straniero può andare al consolato italiano nel suo paese e avere visto per entrare in Italia.

Ma aggirare la legge (molto complicata) è la norma. Normalmente, i lavoratori chiamati all’estero sono già clandestini in Italia. In questo caso, erano invece davvero in Marocco, ma erano falsi tutti i documenti che avrebbero consentito il loro ingresso in Italia. Secondo gli inquirenti (indaga il pm Sabrina Ditaranto della procura di Busto Arsizio) non era difficile notare il falso: il decreto flussi 2008 è ancora in alto mare e le prefetture non hanno ancora esaminato il grosso delle domande. Non si esclude, dunque, che la truffa fosse diretta agli stessi connazionali marocchini, che avrebbero pagato per il permesso, salvo poi venire facilemente scoperti.

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Pubblicato il 19 Febbraio 2008
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