“Compriamo la caserma, faremo il nuovo teatro”
Via libera dalla giunta. Costo: 2 milioni e 450mila euro. Piazza Repubblica sarà rivoluzionata entro 2 anni. Utilizzato il tesoretto degli alberghi mondiali
«Compriamo la ex caserma Garibaldi. Avremo il teatro, avremo una nuova piazza Repubblica. Il centro storico cambia pelle e i soldi per fare il maquillage ci sono».
Grazie ai mondiali di ciclismo è tempo di vacche grasse in comune: la giunta, una settimana dopo avere litigato a morte per le poltroncine delle società comunali, ha dato il via libera all’acquisizione della ex caserma Garibaldi, oggi ridotta a rudere pericolante. La pagherà 2 milioni e 450mila euro, ricavati in buona parte dal tesoretto degli oneri di urbanizzazione versati dai privati che hanno avuto il permesso di costruire gli alberghi per la corsa iridata. Certo, il prezzo pagato, è anche quello delle polemiche e dei dubbi per le autorizzazioni di quegli alberghi, ma tant’è. La caserma sarà sostanzialmente abbattuta a e ricostruita. Solo la parte frontale, quella degna di interesse storico, sarà lasciata come oggi. Ci vorrà un progetto financing, un privato cioè che partecipi agli esborsi, in cambio di benefici, ad esempio, nella futura gestione.
L’obiettivo è quello di fare il nuovo teatro. Il comune diventa proprietario di tutta la piazza, dall’attuale teatro provvisorio (la cui area andrà ridiscussa) fino alla ex caserma.
Ci vorranno sei mesi di tempo per preparare tutta la procedura, due anni la costruzione, almeno così ipotizzano il sindaco Attilio Fontana e il vicesindaco Giampaolo Ermolli.
Sul piano politico, tutti e quattro i partiti della giunta sono d’accordo. Il percorso istituzionale è definito. Ci sarà un passaggio oggi in commissione, il 22 novembre la caserma sarà poi il primo punto all’ordine del giorno. «I consiglieri di opposizione hanno già espresso apprezzamento per la chiarezza che abbiamo mostrato presentando loro questo progetto» ha commentato il vicesindaco Ermolli. «I risultati del teatro tenda – ha sottolineato il sindaco Fontana – hanno dimostrato che Varese ha bisogno di un teatro».
Per aggirare alcuni ostacoli procedurali, il comune agirà così. La procedura di acquisto dal demanio obbliga l’amministrazione a un vincolo sulla destinazione futura. Il comune ha scelto una strada agile: l’acquisizione è legata alla risistemazione dell’intero comparto Piazza Repubblica, con destinazioni di arredo, viabilità, universitarie e culturali. Una definizione ampia che evita rischi di contestazioni in futuro. La scelta di procedere subito all’operazione è dovuta anche alle condizioni favorevoli sul prezzo ‘qui e ora’. L’anno prossimo il comune avrebbe dovuto, per questioni contabili, girare il tesoretto alla partecipate e con quelle fare la compravendita, senza godere di uno sconto dovuto in queste transazioni gli enti locali. Per non parlare poi di eventuali blocchi di spesa dovuto al patto di stabilità. Meglio, si son detti a Palazzo Estense, fare tutto e subito.
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