Frode transnazionale da 10 milioni: due arresti e mille auto di lusso coinvolte, indagine partita da Varese
L’operazione, coordinata dalla Procura Europea, ha portato al sequestro di immobili, auto, conti correnti e contanti per 3,5 milioni di euro
Due amministratori di società sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione “Vortex Italia”, condotta dalla Guardia di Finanza di Varese sotto il coordinamento della Procura europea (EPPO) di Milano. Contestualmente, è stato eseguito un sequestro preventivo per un valore complessivo di 3,5 milioni di euro, pari all’Iva che l’inchiesta considera essere stata evasa.
Una truffa ben organizzata nel commercio di auto di lusso
Al centro dell’indagine, una frode fiscale internazionale legata alla compravendita di autovetture di alta gamma. Secondo quanto avrebbero accertato gli inquirenti, il sistema prevedeva la fittizia cessione dei veicoli da operatori tedeschi a società con sede a San Marino e Liechtenstein, che non provvedevano alla reale immatricolazione. Le stesse auto venivano poi rivendute ad aziende italiane, che ne richiedevano la nazionalizzazione presso le Motorizzazioni Civili di Roma e Catanzaro, utilizzando documenti falsi.
Documentazione falsa e mancato versamento dell’Iva
Grazie a queste triangolazioni e alla produzione di certificati contraffatti – che attestavano falsamente l’assolvimento dell’Iva e dei dazi – gli indagati sarebbero riusciti a eludere i controlli dell’Agenzia delle Entrate e a non versare l’imposta attraverso il modello F24. Complessivamente, secondo quanto dice l’accusa, le fatture emesse per operazioni inesistenti ammonterebbero a circa 10 milioni di euro.
43 soggetti coinvolti, perquisizioni in tutta Italia
Le indagini hanno coinvolto 22 persone fisiche e 21 società operanti nel commercio auto, nel trasporto e nelle pratiche automobilistiche. Sono stati sequestrati oltre 50 conti bancari, 14 immobili, 2 terreni e 25 auto di lusso. Durante le perquisizioni, sono stati trovati anche 55.000 euro in contanti nascosti nelle abitazioni degli indagati.
Collaborazione internazionale
L’operazione ha avuto una forte proiezione internazionale, con il coinvolgimento delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia fiscali di Germania, Repubblica Ceca, Bulgaria e Croazia. A coordinare tutto è stato l’EPPO, l’organismo indipendente dell’Unione europea che si occupa di reati a danno del bilancio comunitario.
I prossimi sviluppi
L’esecuzione dell’ordinanza cautelare è stata completata e i due arrestati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Resta aperta l’indagine, che potrebbe far emergere ulteriori responsabilità. Come sempre, la colpevolezza degli indagati sarà accertata solo con una sentenza definitiva.
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