Il parto indolore: Varese prima in Lombardia
Da sei anni, l'ospedale Del Ponte ha sviluppato la tecnica del "parto in analgesia" stabilendo il primato in Regione
Fino a sei anni fa era l’eccezione. Oggi, il parto in analgesia al Del Ponte di Varese è la normalità, caratteristica che ha portato l’ospedale varesino al primo posto in Lombardia.
La formula del miracolo è semplice: l’accorpamento delle unità di ostetricia e ginecologia in piazza Biroldi ha permesso di avere una squadra di anestesisti in grado di garantire assistenza specializzata ventiquattr’ore al giorno, sette giorni su sette.
«In Italia sono veramente pochi i centri che offrono gratuitamente e a tutte partorienti che lo richiedono il parto in analgesia – spiega l’anestesista Giuseppe Tomassini – Visto che il punto nascita del Del Ponte si collocava tra i primi quattro in Lombardia, ci è sembrato naturale offrire questa opportunità, all’estero molto più diffusa. Così, abbiamo voluto investire quando ancora nessuno ci voleva credere e oggi le nuove direttive ci danno ragione, tant’è che il Pirellone ha stanziato fondi supplementari per questo tipo di parto».
Circa il 40%, delle oltre 3500 gravide che ogni anno partoriscono all’ospedale varesino, scelgono la via del "parto indolore" dove una quantità ridotta di anestesia viene iniettata nella zona cuscinetto prima della membrana "dura madre" che protegge il liquor spinale: « Il vantaggio è quello di togliere la componente del dolore pur mantenendo piena sensibilità».
Le future mamme che preferiscono il parto in analgesia sono invitate, preventivamente, ad una riunione informativa in cui vengono spiegati la tecnica, ciò che si può e non si può fare, i rischi: «Al Del Ponte abbiamo maturato una significativa esperienza – spiega ancora Giuseppe Tomassini – può capitare, però, che al momento dell’introduzione del cateterino dell’anestesia si buchi la dura madre. La percentuale di casi è veramente ridottissima, circa il 4% e di questi nell’80% dei casi le puerpere hanno manifestato cefalee guarite nel giro di qualche giorno».
Da quando è stato portato a regime, sono stati eseguiti circa 6000 parti senza registrare alcun problema: « Noi chiediamo di vedere prima, in ambulatorio, le donne che dicono di voler eseguire l’anestesia. Così facciamo tutte le verifiche del caso e ci rendiamo conto subito se ci sono controindicazioni. Controlli, comunque, che ripetiamo anche prima del parto per accertare che nulla è variato».
Il parto in analgesia, dunque, riscuote un favore sempre maggiore tra le donne che vincono i propri sensi di colpa per non provare sofferenza durante il parto. Varese fa scuola.
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