La Cina un gigante, anche nella cultura
Paola Gramatica, docente dell'Insubria, è stata ospite di tre università cinesi, rimanendo impressionata dalle strutture e dall'interesse degli studenti
La tigre galoppa, anche nella cultura.
La sensazione di Paola Gramatica, docente dell’Università dell’Insubria, di ritorno da una visita di venti giorni ad alcune realtà accademiche cinesi, è di grandi investimenti e interessi per tutto ciò che ruota attorno alla cultura e alla formazione: «Persino nella sconosciuta Lanzhou, capitale della provincia centrale dello Gansu sul Fiume Giallo, la cittadella universitaria è gigantesca, con spazi e strutture incredibili, dove non si lesina in servizi e supporti».
Il paragone è, chiaramente, con le realtà "risicate" della nostra Italia, dove ogni centimetro è il frutto di una contrattazione impegnativa: «Noi stiamo lottando per ottenere un campus, mentre in questo ateneo c’è una struttura alberghiera mastodontica. La sola biblioteca è grande più del nostro dipartimento…».
Al di là dell’elemento edilizio, la docente dell’Insubria, invitata dalle due università di Pechino, la più antica la Peking University, ed una più recente la Beijng Normal, oltre all’ateneo già citato di Lanzhou, è rimasta colpita dall’accoglienza calorosa ricevuta, legata proprio alla sua fama internazionale La docente, infatti, è leader della Unità di Ricerca QSAR in Chimica Ambientale ed Ecotossicologia. Elabora modelli matematici per individuare la potenziale pericolosità di sostanze chimiche: «Partendo dalla struttura fisica di molecole inquinanti, otteniamo delle indicazioni di potenziale pericolosità. Il fatto è che al mondo esistono trentun milioni di sostanze chimiche, di cui solo 100.000 commercializzate nei paesi dell’Unione».
Solo recentemente l’Unione Europea ha avviato un lavoro di schedatura delle sostanze chimiche utilizzate ( programma REACH). Queste sostanze verranno poi esaminate dai tecnici che realizzeranno un elenco di quelle pericolose per l’uomo e l’ambiente: «Attualmente non esiste niente di certo – spiega la professoressa Gramatica – ad eccezione di uno studio, parziale, effettuato negli Stati Uniti. Il nostro lavoro, quindi, assume un connotato strategico perchè possiamo indirizzare la ricerca sperimentale su determinate molecole».
Gli studi della professoressa Gramatica hanno riscosso un gran successo tra gli studenti delle tre università dove ha tenuto le lezioni: « L’interesse degli studenti è veramente altissimo. Ho trattato diverse problematiche di inquinamento ambientale, derivante da sostanze persistenti (i POPs), pesticidi, interferenti endocrini. Ho percepito una grande volontà di conoscere, imparare, migliorare. Una spinta propulsiva che da noi non si percepisce con uguale forza».
Nei mesi scorsi, la professoressa Gramatica ha avuto al fianco una giovane ricercatrice cinese: «È stato il primo scambio di una lunga e proficua collaborazione. Ho stretto un accordo con la Beijng Normal per uno scambio di dottorandi ma anche di docenti. Quel paese offre veramente un sacco di opportunità bisogna, però, sapersi districare per riconoscere la vera qualità».
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