È in arrivo “l’albo delle badanti” qualificate
Si sono conclusi i corsi di formazione organizzati dalla Provincia per assistenti familiari e domiciliari; le "promosse" sono 30
Anche Varese, da settembre, avrà il suo "albo delle badanti": si sono infatti appena conclusi, presso la sede Enaip di Varese e IAL Lombardia di Saronno, i percorsi di formazione per assistenti familiari e domiciliari, le “badanti” nel linguaggio comune, avviati nell’autunno scorso grazie ad un finanziamento della Provincia di Varese.
E le prime badanti ufficiali, dopo aver frequentato corsi e laboratori sull’igiene personale e ambientale, o sulla sicurezza in casa, sono 30, e si presentano sul mondo del lavoro con un riconoscimento ufficiale e una formazione completa sul tema dell’assistenza all’anziano e alla persona. Corsi molto importanti, soprattutto se si considera che quasi l’80% di chi esercita questa professione, o la vuole esercitare, è straniero. Quest’iniziativa, già avviata da un paio d’anni in città come Milano e Roma, è gratuita, e fa parte di un programma della Provincia di Varese che abbraccia il tema della formazione, in particolare di quelle figure che operano nel sociale.
Un programma che risponde ad una richiesta sempre maggiore di assistenza per le persone anziane, una domanda che non sempre riesce a trovare dall’altra parte un’offerta adeguata e sufficientemente specializzata; esigenza manifestata anche dalle associazioni sindacali dei pensionati, che hanno collaborato con la Provincia. Un aiuto alle famiglie quindi, ma anche un aiuto alla lotta alla clandestinità, visto che in questo settore raggiunge tassi del 75%. I nominativi di coloro che hanno superato il corso sarà reso disponibile, da settembre, in una banca dati consultabile dalle famiglie, una sorta di "albo delle badanti" pubblico.
«Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati conseguiti da questi corsi di formazione, che, per la prima volta, hanno offerto un’occasione di confronto e di crescita professionale a persone che all’interno delle famiglie si fanno carico di un’utenza “fragile” come quella degli anziani – ha commentato Christian Campiotti, assessore provinciale alle Politiche Sociali – Ci auguriamo, quindi, di riuscire a dare seguito a questa iniziativa a carattere sperimentale, per offrire in futuro altre proposte formative a questi operatori e contribuire così a fornire una risposta adeguata ai complessi bisogni degli anziani e delle loro famiglie».
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