Sicurezza, «Ok opuscoli e telecamere, ma servono più uomini sulle strade»

Audio Porfidio rilancia sul suo tema preferito dopo le inziative lanciate da Provincia, Comune e Polizia di Stato

All’indomani delle nuove proposte in tema di sicurezza avanzate in collaborazione tra Comune e Polizia di Stato, interviene Audio Porfidio, consigliere comunale de la Voce della Città, che della sicurezza ha fatto il suo cavallo di battaglia. «Ormai le telecamere da sole non bastano più, e anche gli opuscoli informativi più di tanto non potranno fare» constata Porfidio. «Occorre un coordinamento di tute le forze dell’ordine, ma soprattutto al loro presenza sul territorio, chiara e visibile». Se la città non è certo un Bronx, non è neppure un paradiso: furti, rapine, scippi sono eventi che periodicamente tornano d’attualità, minando la percezione di sicurezza dei cittadini – anche per questo Provincia, Comune e Polizia stanno diffondendo l’opuscolo informativo del "Progetto Sicurezza" a tutela dei cittadini.

«Venti o venticinque anni fa la situazione era migliore» sospira nostalgico il consigliere: «c’era una presenza maggiore di pattuglie miste di polizia, carabinieri, vigili, che controllavano le strade. C’era un controllo capillare che induceva la delinquenza comune a evitare Busto. Oggi si vedono meno divise per strada: e che fine ha fatto il servizio di prossimità, il vigile, il poliziotto di quartiere? Nel dimenticatoio». Denuncia ancora Porfidio: «I reati avvengono, il fatto è che passano spesso sotto silenzio. Quante denunce contro ignoti per furto giacciono negli archivi della Procura? Tante, senz’altro: da assicuratore con i miei colleghi ho un po’ il termometro dell’andamento di certi reati. E di certo non tutto quello che accade passa sulla stampa. La gente si preoccupa e riempie le case di allarmi, cancellate, porte blindate: un motivo c’è».

Più uomini in circolazione, chiede Porfidio: e c’è da scommettere che, potessero, i comandanti di Carabinieri, Polizia di Stato e Polizia locale sarebbero ben contenti di dargli soddisfazione, ma fra sedi fantasma mai consegnate, organici all’osso e conseguenti problemi sindacali per i turni di servizio eccessivi (vedi vertenza vigili), si continua a fare le nozze con i fichi secchi. Il comune tenta di fare la sua parte, ma la risposta – finanziaria, prima di tutto – ai problemi della sicurezza, come pure a quelli della giustizia che a questa è inscindibilmente legata, dovrà arrivare da molto più in alto. I tempi degli "sceriffi comunali" sono ancora di là da venire.

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Pubblicato il 29 Marzo 2007
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