Legnano solleva la Coppa del Mondo
L'ambitissimo trofeo conquistato in Germania dagli azzurri di Lippi e "portato a casa" dal Legnano calcio resterà esposto in municipio fino a giovedì
La Coppa del Mondo FIFA: un sogno che in molti da oggi possono toccare con mano a Palazzo Malinverni, sede del Comune di Legnano. La città è stata infatti prescelta per ospitare oggi e domani l’ambitissimo trofeo che premia i vincitori dei Mondiali di calcio per nazioni, grazie ai buoni uffici del Legnano calcio d’intesa con la Federcalcio e del grande Gigi Riva. "Rombo di tuono" non ha infatti dimenticato l’esperienza vissuta a Legnano, quando, giovanissimo, vestiva la maglia lilla mettendo già in luce le sue qualità – grinta, forza, tecnica, senso del gol, e un coraggio senza limiti. La breve e commossa lettera inviata al Comune e letta alla presentazione della Coppa, nell’impossibilità di intervenire di persona, testimonia l’intensità dell’emozione che lo accompagnava agli esordi di una carriera che sarebbe stata esemplare.
La Coppa del Mondo, un prodotto della fantasia italiana (a crearla fu Silvio Gazzaniga nell’ormai lontano 1974), è andata a premiare per paradosso la concretezza italiana: quella del gioco dell’undici di Marcello Lippi, vincitore del Mondiale. Raggiante il sindaco Maurizio Cozzi: «È un onore toccare qualcosa che è stato toccato da Materazzi» ha dichiarato il primo cittadino, interista di ferro. E non è stato il solo a mettere le mani sulla coppa: tutti ma proprio tutti, giornalisti inclusi, si sono fatti fotografare con il trofeo.
Il mondo del calcio era rappresentato dal presidente della Lega calcio di serie C Mario Macalli, che si è scagliato con evidente rancore contro la stampa quotidiana, "rea" di aver dedicato allo scandalo detto, «con fantasia», come rilevava sarcasticamente, di "Calciopoli", «più spazio che all’elezione del Presidente della Repubblica». «Con quel clima siamo andati in Germania e grazie ad una squadra di grandi uomini, guidata da grandi tecnici, siamo riusciti in una missione che tutti credevano impossibile, riportare questa coppa in patria dopo ventiquattro anni». Accanto a Macalli erano Gianni Simone, presidente del Legnano, e suo fratello Marco Simone, grande bomber del Milan negli anni Novanta: anche per loro i flash dei fotografi e un grazie per aver reso un sogno in apparenza lontanissimo realtà tangibile.
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