Lucchini: “Più poteri alle Regioni”
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia ha parlato alla Camera dei deputati
“La Costituzione ha sempre voluto riconoscere come principi essenziali la valorizzazione delle specificità regionali. Ma non tutto quello era stato previsto nel ’47 è stato però poi realizzato. Ecco perché oggi è il sistema delle Regioni in generale che ancora reclama a gran voce di poter disporre di maggiori poteri e di veder finalmente attuato il federalismo fiscale”.
E’ quanto ha sostenuto oggi alla Camera dei Deputati il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Enzo Lucchini (Forza Italia), intervenendo al wookshop Rapporto 2006 sulla legislazione, consueto appuntamento annuale che vede le più alte rappresentanze istituzionali discutere sulle risultanze dell’andamento delle politiche legislative tra Stato, Regioni e Unione Europea.
I lavori, introdotti dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti e dal Presidente del senato Franco Marini, hanno visto la presenza, fra gli altri, del ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, di Luciano Violante, Presidente della Commissione affari costituzionali della Camera e del Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali Alessandro Tesini.
"In questi anni – ha inoltre evidenziato nel suo intervento alla Camera il vicepresidente Lucchini – in Lombardia si è spinto sull’acceleratore delle riforme, innanzitutto promuovendo un’intensa opera di semplificazione normativa e di delegificazione. Delle 1985 leggi approvate dalla Regione dalla sua costituzione ad oggi, ne risultano vigenti attualmente 679. Senza dimenticare che all’inizio del 2006 abbiamo approvato una legge che disciplina le modalità e le procedure per la redazione e l’approvazione di testi unici compilativi riguardanti materie o settori omogenei".Lucchini, oltre a riferire sull’avvio del dibattito consiliare sul nuovo Statuto della Lombardia e sulle iniziative di autonomia della Regione in attuazione del Titolo V della Costituzione, ha anche analizzato i dati di "rendimento istituzionale" del Consiglio regionale nel corso del 2006.
"Il quadro istituzionale che abbiamo di fronte – ha detto Lucchini – è sufficientemente chiaro, così come è assolutamente chiara la necessità di intervenire con una più forte volontà riformatrice da parte di tutti i livelli istituzionali. Occorrono quindi determinazione e chiarezza sui punti da riformare, ovvero i nuovi poteri delle Regioni e il federalismo fiscale, oltre a una più decisa collaborazione istituzionale tra Stato e Regioni".
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