Cgil, crescono gli iscritti

Presentati i dati del tesseramento 2006. Brunato: «Ora concentriamoci sul Tfr: serve un'informazione chiara e completa»

Anche nel 2006 la Cgil si conferma il maggiore dei sindacati in provincia. Con 900 iscritti in più rispetto al 2006, la Camera del Lavoro raggiunge quota 69500 iscritti, 1,22% per cento in più rispetto al 2005. «Questo dato ci conferma ancora una volta come la più grande organizzazione sindacale e sociale del territorio – spiega il segretario generale Ivana Brunato -. L’andamento è confermato anche dai dati del rinnovo delle Rsu nella scuola e nelle aziende private».

Come sempre quindi, i dati del tesseramento Cgil riflettono la situazione occupazionale della provincia. Rispetto al 2005, aumentano quindi i pensionati (+ 1,72 per cento), rimangono sostanzialmente invariati i dati relativi all’industria – più 0,19 per cento, con un forte aumento per quanto riguarda il settore edile dei lavoratori stranieri – , mentre aumentano terziario (+ 1,98 per cento) e pubblico impiego (+ 0,82 per cento). «Questo aumento è dovuto anche alla crescita dei lavoratori precari – continua Brunato -. Dopo il contatto con Nidil (Nuove identità lavorative), i lavoratori infatti vengono convogliati nelle categorie di riferimento: naturalmente la loro presenza nel settore industriale è minore rispetto a quella degli altri settori». E proprio la tutela di queste nuove figure lavorative è uno degli obiettivi futuri della Cgil. «Oggi siamo soddisfatti dei risultati ottenuti e per il futuro puntiamo a raggiungere e superare i 70 mila iscritti. Oggi comunque i temi su cui lavorare sono quello del lavoro precario, che interessa i giovani, ma non solo, e nel breve periodo c’è la questione del Tfr (Trattamento di fine rapporto)». Il 2007 infatti si è aperto con questa nuova “battaglia”: permettere a tutti i lavoratori di avere un’informazione chiara e completa su un tema che riguarda il loro futuro. «Prima ancora che esprimere la nostra posizione – puntualizza il segretario generale – il nostro scopo è ristabilire una verità semplice ma fondamentale: il Tfr è dei lavoratori e loro possono scegliere cosa farne. Una volta diffusa un’informazione completa e capillare, il nostro consiglio è di utilizzare, ove possibile, i fondi negoziali che sono una fonte di risparmio per il futuro».

Passati i cento anni quindi – la Cgil ha infatti festeggiato con svariate iniziative nel 2006 il centenario -, le Camere del lavoro varesine iniziano il nuovo anno con un risultato già importante. Su 140 comuni che formano la provincia di Varese, loro sono presenti in ormai cento comuni con sedi o sportelli. Oltre al lavoro precario, l’impegno sarà ora rivolto a un altro problema di forte attualità, la sicurezza sul lavoro: partiranno infatti una serie di incontri nelle aziende per sensibilizzare i lavoratori riguardo la sicurezza e la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

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Pubblicato il 19 Gennaio 2007
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