Dalla provincia di Varese 20 giovani volontari per la macchina organizzativa di Milano Cortina 2026
Rientrati domenica dalla Valtellina, hanno operato nel Dispositivo Montagna coordinato da Regione Lombardia, garantendo assistenza e sicurezza giorno e notte tra Morbegno e il Passo del Foscagno
Sono rientrati domenica 22 febbraio a Varese i venti giovani volontari del Nucleo Mobile di Pronto Intervento, organizzazione di volontariato con sede in città, che nelle ultime settimane hanno preso parte al Dispositivo Montagna attivato in vista delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Giovani tra i 18 e i 25 anni, provenienti da Varese e provincia, hanno garantito supporto operativo e assistenza nell’area valtellinese, contribuendo al sistema di sicurezza predisposto per l’evento.
L’intervento rientra nel più ampio dispositivo coordinato dalla Direzione Generale della Protezione Civile di Regione Lombardia, che ha visto il coinvolgimento complessivo di oltre 150 volontari provenienti dalle diverse organizzazioni di protezione civile della provincia di Varese. Nell’ambito di questo contingente, il Nucleo Mobile di Pronto Intervento ha partecipato con otto squadre, suddivise in due turni di quattro giorni ciascuno.
I volontari hanno presidiato il territorio giorno e notte, da Morbegno al Passo del Foscagno, con basi logistiche allestite nei campi di Lovero e Morbegno. Un impegno continuo, reso ancora più gravoso dalle intense nevicate che hanno interessato l’area durante le operazioni. Nonostante le condizioni meteo avverse, i giovani operatori hanno assicurato la propria presenza a supporto delle diverse componenti, civili e militari, del Servizio Nazionale di Protezione Civile, contribuendo al coordinamento e all’assistenza dei soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’evento olimpico.
Dal funzionariato regionale presente sul posto è stato sottolineato il ruolo determinante del volontariato di protezione civile, elemento fondamentale per la riuscita di un dispositivo complesso che richiede pianificazione, capacità organizzativa e una chiara catena di comando. Un lavoro di squadra che, al di là dell’aspetto sportivo, rappresenta un banco di prova per il sistema Paese e per la capacità di fare rete tra istituzioni e volontari.
I giovani del Nucleo Mobile di Pronto Intervento hanno voluto ringraziare il loro comandante, Paolo Cazzola, che li ha seguiti durante l’intera esperienza.
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