Tassa salute e ristorni a rischio, scontro in Regione: “Il centrodestra volta le spalle ai frontalieri”
La mozione depositata dai dem mirava ad affrontare immediatamente in Aula le criticità legate alla nuova imposta sanitaria
La questione della “tassa salute” per i lavoratori frontalieri approda in Consiglio regionale, ma è subito scontro aperto tra le forze politiche. I consiglieri regionali del Pd, Samuele Astuti e Angelo Orsenigo, hanno denunciato la bocciatura dell’urgenza della loro mozione dedicata al tema, definendo l’atteggiamento della maggioranza di centrodestra come un segnale di disinteresse o di sottovalutazione del problema.
Stop all’urgenza, si passa in Commissione
La mozione depositata dai dem mirava ad affrontare immediatamente in Aula le criticità legate alla nuova imposta sanitaria. Con il voto contrario all’urgenza, la discussione viene di fatto rinviata. «Per la Giunta la questione non è così importante — commentano Astuti e Orsenigo — ma noi non ci fermiamo: chiederemo un’audizione urgente dell’assessore Massimo Sertori in Commissione speciale Lombardia-Svizzera».
L’incognita dei ristorni e l’allarme dei comuni
Il nodo centrale della polemica riguarda non solo l’esborso per i lavoratori, ma anche le possibili ritorsioni da parte della Confederazione Elvetica. Secondo quanto riferito dai consiglieri del Pd, la Svizzera starebbe minacciando di sospendere il trasferimento dei ristorni. Il motivo risiederebbe in una presunta violazione dell’accordo bilaterale causata proprio dall’introduzione della tassa da parte del Governo italiano.
L’impatto di un eventuale blocco dei fondi sarebbe pesante per i territori di confine:
Difficoltà per i Comuni: Molti enti locali nelle province di Varese, Como e Sondrio basano i propri bilanci quasi esclusivamente su queste entrate.
Servizi a rischio: Senza le risorse dei ristorni, la tenuta economica di molte comunità montane e di confine verrebbe compromessa.
Le richieste del Pd
Nel testo della mozione bocciata, i consiglieri chiedevano al Presidente Fontana un impegno preciso su due fronti:
Stop ai decreti: Non procedere alla redazione del decreto attuativo necessario per la riscossione effettiva della tassa.
Pressione sul Governo: Attivarsi con Roma per sospendere totalmente il riversamento all’Italia della quota dell’imposta alla fonte prelevata ai lavoratori.
«La maggioranza ha scelto di non discutere velocemente un problema serio per i territori — concludono i rappresentanti dem — voltando ancora una volta le spalle ai frontalieri e ai nostri comuni».
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