Decreto Bersani: plausi e critiche

Fanno discutere le scelte del Ministro dello sviluppo economico per liberalizzare il mercto

È stata presentata come “la manovrina” anche se il suo impatto vale mezzo punto del prodotto interno lordo e smuove anche gli angoli più nascosti dell’economia italiana. La manovra-bis varata ieri dal governo Prodi e che lo stesso premier, al termine del Consiglio dei Ministri, ha definito il «motorino di avviamento della ripresa italiana» è un provvedimento, o meglio una serie di provvedimenti, che coinvolge moltissimi aspetti tanto discussi ma finora mai effettivamente modificati. Si passa infatti dalla casa, ai medicinali da banco, dal settore assicurativo alla produzione del pane, dalle class action ai taxisti ( che hanno già proclamato uno sciopero per il prossimo 11 luglio).
Un articolato intervento che da una parte investe il sistema finanziario puntando sulla lotta all’evasione e al recupero della base imponibile e dall’altra si rivolge all’universo dei consumatori con un decreto, curato dal ministro dello sviluppo economico Bersani, orientato a spianare la strada alla concorrenza sul mercato.
Il documento, già dopo la prima presentazione, ha scatenato le reazioni dei rappresentanti delle categorie maggiornente coinvolte: ne pubblichiamo alcune inviate alla redazione di Varesenews.


ADUC
e’ un buon punto di riferimento per modificare uno status che, in questi ultimi anni -governi di centrodestra e governi di centrosinistra- sembrava destinato ad essere caratterizzato come un dialogo tra sordi. Nel contempo, occorre fare attenzione per evitare che, sotto l’egida della liberalizzazione, vengano approvate norme razionalizzatrici dei poteri
esistenti ..la storia delle liberalizzazioni e’ tutta costellata di questi mostri economici che contraddicono i medesimi motivi per cui sono stati creati (telefonia,
energia, poste, trasporti, etc…).

Istituto Bruno Leoni
Il decreto Bersani include un interessante progetto di liberalizzazione dei taxi. Secondo l’Istituto Bruno Leoni, però, meglio sarebbe adottare una soluzione più semplice e lineare, come quella che lo stesso IBL propose nel febbraio 2004 quando suggerì di regalare ad ogni taxista in attività un’altra licenza cedibile.


Fit-Cisl
Il governo deve delegare ad una disciplina regionale l’attuazione del suo provvedimento di liberalizzazione delle licenze taxi.

Secondo Alberto Mingardi, direttore generale dell’IBL, "in tal modo non soltanto si otterrebbe subito una duplicazione delle licenze, ma successivamente il loro prezzo sarebbe deciso dal mercato (e non già da una negoziazione tra il Comune, da una parte, e le organizzazioni di categoria, dall’altra)". 

In esso devono essere contenute regole sugli orari di servizio dei taxi ,per evitare il far-west,  e ammortizzatori sociali almeno temporanei per le ricadute negative che si avranno sui redditi dei taxisti.  Infine va compensata la perdita di valore delle licenze  per salvaguardare  l’attuale liquidazione dei tassisti  un vero e proprio TFR.

Quanto al provvedimento che prevede la possibilità di dare ai privati linee aggiuntive del trasporto pubblico cittadino senza sussidio pubblico esso già esiste ed è stato  applicato sia dal comune di Roma che dalla regione Lombardia .Comunque non viene ancora  affrontato il nodo della crisi di ruolo e finanziaria del trasporto locale

Il decreto del governo va nella direzione giusta non si deve però limitare a settori marginali dei trasporti serve che vengano risolti i nodi della concorrenza nelle  ferrovie, nel trasporto marittimo, dell’Alitalia, dell’autotrasporto e della regolazione di autostrade e aeroporti. Insomma è anche con i monopoli pubblici e privati che il Governo deve essere forte e innovativo

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Pubblicato il 01 Luglio 2006
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