Il centro storico? Un “centro commerciale naturale” che piace a tutti
Commercianti del centro e candidati sindaco a confronto: su come rivitalizzare il centro città e favorire il turismo. Con un'idea nuova ma già pronta
Per i candidati a sindaco del comune di Varese, oggi (22 maggio) è stata la volta dei commercianti del centro storico: la giovane associazione, che ha organizzato l’anno scorso i venerdì di apertura del centro, ha chiamato a raccolta i candidati nella sede della Confesercenti in via Mercantini a Varese. E a quelli che hanno risposto all’invito – Fontana, Conte e Nicoletti – hanno servito qualche proposta per lavorare al bene di questa “città di bottegai” come hanno ricordato essere ironicamente definita.
La prima proposta è stata quella di sostenere il centro storico come un “centro commerciale naturale” secondo la definizione che ne ha dato il direttore di Confesercenti Gianni Lucchina nel suo intervento iniziale: con eventi, ticket per i parcheggi, agevolazioni a chi adotta iniziative che rendano più grazioso e vivibile il centro. «Un modo per sostenere il commercio e rendere allo stesso tempo più viva la città». E un’idea che ha trovato tutti d’accordo, persino sulla definizione.
Candidati tutti d’accordo anche nel mantenersi “in stand by” sulla seconda proposta avanzata: quella di fare dell’ex Aermacchi una cittadella della Cultura. «Si tratta di un’area privata, non si può promettere ciò che non sta nelle proprie competenze» hanno ribadito tutti i candidati sindaco, a cui i padroni di casa hanno ricordato però che per quell’area di cui si parla si vocifera di una trasformazione in centro commerciale: e un altro degli argomenti su cui, sulla carta, sono tutti d’accordo, sarebbe invece di non aumentare il numero dei centri commerciali in città.
Molto meno accordo tra i candidati c’è invece sul significato della parola turismo, declinata dai tre con risultati variegati.
«Non credo nella vocazione al turismo di Varese in senso lato – precisa Nicoletti – Varese non è un posto dove fare le vacanze. Si possono sostenere invece eventi sportivi e culturali che portino un turismo di minore portata: una o due notti, in occasione degli eventi. Qualcosa che favorisca il piccolo commercio».
«Io, contrariamente a Nicoletti, penso che il turismo sia una delle vocazioni di Varese, che può occupare una fetta importante dell’economia locale – ha ribattuto Fontana – Un settore insomma che se ci preoccupiamo di rilanciare è solo un bene».
Quella di Nicoletti è una posizione che nemmeno Antonio Conte, il candidato sindaco del centro sinistra, condivide: «Soprattutto nell’accezione di Varese come città di piccolo commercio: la sua vocazione è molto più composita, e proprio per questo il turismo è una componente importante».
Tutti e tre infine, tra gli spunti pratici messi sul tavolo dai commercianti del centro e da Confesercenti – che ha fatto il bis dell’ incontro fatto con le altre associazioni di categoria aderenti a Varese Europea – sono intervenuti sulla vicenda dell’albergo delle ville Ponti: per Nicoletti è un bel no con proposta alternativa (Villa Baragiola, che nella sua ipotesi l’amministrazione comunale venderebbe a privati con u vincolo di destinazione: albergo e centro congressi), per Fontana è un «sì agli alberghi, ma valutiamo se nel caso specifico la cosa è fattibile: se ci sono più problemi che soluzioni, o se esistono soluzioni con risposte più positive, forse è meglio riconsiderare» e per Conte è sostanzialmente un no «Perchè una migliore soluzione potrebbe essere data da una ricettività più diffusa, che mette meno in crisi quella zona».
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