Giorgio Napolitano, dalla lotta al fascismo al Quirinale
In gioventù era soprannominato "Re Umberto", per la somiglianza fisica con l'ultimo re d'Italia, e per il suo stile sempre elegante, composto e pacato
Un ruolo nella lotta al fascismo, una passione interessante per la scrittura in dialetto ed una laurea in giurisprudenza. Queste sono solo alcune delle mille note che descrivono la biografia di Giorgio Napolitano, neo Presidente della Repubblica. Nel 1942, a soli diciasette anni, ha fondato un gruppo antifascista e comunista, che nel corso della seconda guerra mondiale prese parte a numerose azioni contro i nazisti.
Finita la guerra ha aderito al PCI, diventando segretario federale a Napoli e Caserta. Nel 1947 a conseguito la sua laurea in giurisprudenza a Napoli, con una tesi dal titolo "Il mancato sviluppo industriale del Mezzogiorno dopo l’unità e la legge speciale per Napoli del 1904". Nel 1976 entrò nella direzione nazionale del partito diventandone responsabile della politica economica. Il suo ruolo è sempre stato quello di esponente della corrente più moderata, e ciò gli valse il nomignolo di "migliorista", un termine coniato proprio per lui.
Nel 1996 Romano Prodi gli ha affidato il Ministero dell’Interno e, dopo la caduta del governo, Napolitano divenne europarlamentare, fino al 2004, nel ruolo di presidente della commissione affari costituzionali.
Da sempre è stato un europeista convinto, e a partire dagli anni ’70 ha svolto una vasta attività di conferenze all’estero, come negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna e in Germania, oltre che in alcune università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, Sais e Csis di Washington). Le conferenze furono raccolte nel libro "Europa e America dopo l’89".
Il presidente della Repubblica che l’ha preceduto, Carlo Azeglio Ciampi, l’ha nominato senatore a vita nel 2005.
Ma questi sono solo gli aspetti politici di una personalità più ricca che impareremo a conoscere. Ad esempio non tutti sanno che, con lo pseudonimo di Tommaso Pignatelli, pubblicò la raccolta di sonetti in napoletano "Pe cupià ‘o chiarfo", particolarmente apprezzata da Natalia Ginzburg. Inoltre prima di entrare in politica fu anche attore teatrale, con il ruolo di protagonista nella commedia Viaggio a Cardiff, di William Butler Yeats.
In gioventù era soprannominato "Re Umberto", per la somiglianza fisica con l’ultimo re d’Italia, e per il suo stile sempre elegante, composto e pacato. Qualità che certamente si riveleranno la chiave di lettura del suo nuovo ruolo istituzionale.
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