Le fornaci, per secoli il “pane” degli arcisatesi
Oggi in disuso, furono un'importante fonte di reddito nei secoli scorsi grazie al commercio della calce
Alcune fonti collocano l’origine delle fornaci arcisatesi tra il XVI e il XVII secolo. La calce, ricavata dalla catena montuosa che caratterizza l’intera Valceresio, veniva trasportata con dei carri trainati da buoi. Molti contadini, in quel tempo, scoperto il mercato vantaggioso della calce, si spostarono dalle campagne per lavorare in fornace. Oltre allo stipendio, infatti, veniva dato loro come "mancia" un panino e un litro di vino al giorno.
Per questo, intorno al 1770, vennero chiuse perché ritenute causa di carestia (il pane dato ai lavoratori era troppo). La chiusura dei forni portò presto una crisi economica all’interno del paese così l’attività riprese presto.
Guardandole attentamente, queste costruzioni conservano ancora la loro struttura realizzata con l’incastonatura delle pietre a secco, e i binari che trasportavano la pietra dal monte al luogo della cottura.
Sono ancora ben visibili le rovine degli antichi magazzini, mentre alcune case situate lungo via fornaci a Brenno, ora ristrutturate ed abitate, sono il ricordo delle vecchie osterie che rifocillavano i lavoratori nelle ore di pausa.
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