La base chiama, Prodi risponde
Un gruppo di persone della società civile aveva scritto al leader dell'Unione, denunciando divisioni e tatticismi nel centrosinistra cittadino. Prodi: "Non dimenticherò le vostre parole, in politica serve un entusiasmo come il vostro"
Egregio
direttore,
in
allegato Le inviamo, per la pubblicazione, la lettera che un gruppo
di cittadini e di esponenti delle associazioni varesine aveva scritto
a Romano Prodi il 9 marzo scorso e la sua risposta arrivataci oggi 7
aprile:
Caro
Romano Prodi,
chi
ti scrive da Varese – la “Città Giardino” che una certa
letteratura ha eletto a città simbolo di tutta l’avventura
politica leghista – è fino dal 1996 un convinto assertore
del primato della società civile nell’impegno
politico-amministrativo. Proprio quell’anno si era registrato anche
qui un notevole riscatto politico da parte di quelle forze che
avevano sostenuto candidati legati a quella convinzione: alcuni tra i
firmatari avevano partecipato, qui in città, alla campagna
politica di sostegno ad un candidato dell’Ulivo che aveva sfiorato
l’elezione in un seggio senatoriale considerato “blindato”
dagli esponenti del Polo. E ti assicuriamo che quella “quasi
vittoria” ci aveva dato altrettanta soddisfazione della tua
elezione a premier.
Oggi
però, a dieci anni di distanza, le cose sono profondamente
cambiate.
Cinque
anni di governo di centro-destra a livello nazionale come qui a
Varese, hanno logorato quell’entusiasmo di allora. Nonostante il
fallimento della giunta locale retta da una coalizione di
centro-destra da sempre profondamente conflittuale al proprio
interno, sancito dalle dimissioni del sindaco coinvolto in una
vicenda giudiziaria, a tutt’oggi nemmeno le forze del
centro-sinistra sono riuscite ad accordarsi per esprimere un
programma e un candidato comune per le prossime elezioni
amministrative, previste a scadenza immediatamente successiva dopo le
elezioni politiche.
Nelle
diverse occasioni che ci hanno portato ad incontri assembleari
cittadini abbiamo sempre colto un senso di frustrazione in chi ha
creduto a quella avventura politica e oggi si ritrova emarginato,
grazie anche ad una legge elettorale “avvelenata” che ha
rilanciato, a destra come a sinistra, il primato decisionista delle
segreterie di partito. Niente di paragonabile con l’affollamento e
l’entusiasmo delle riunioni che si erano svolte dieci anni fa.
Come
uscire da questa “impasse” ? Ci preoccupa molto che i principali
partiti della coalizione di centro-sinistra siano di fatto rassegnati
ad aspettare gli esiti politici del 10 aprile, prima di rilanciare le
trattative per trovare un accordo sul candidato sindaco. Come noi,
molti tra quelli che hanno sempre fatto politica pur non avendo una
tessera di partito in tasca, vivono questa situazione come una
mancanza di rispetto per la cittadinanza, che ha bisogno di essere
coinvolta nelle decisioni strategiche che riguardano il proprio
futuro: sul piano nazionale ma anche, con la stessa importanza, sul
piano locale. Non bisogna dimenticare che il progetto leghista è
fallito proprio laddove sembrava vincente – a voler dar credito
alle sue presunte velleità localiste – cioè sul piano
della buona amministrazione civica.
Vogliamo
dare per questo un segnale inequivocabilmente diverso ?
Cercheremo
comunque di sostenere questa necessità di confronto sui
problemi reali dei cittadini e sulla necessità di coinvolgere
categorie sociali ed associazioni, attualmente molto restie a
lasciarsi coinvolgere per una diffidenza più che comprensibile
verso certi “tavoli” politici poco condivisi.
Però
ci vorrebbe anche un segnale forte: e per questo ci permettiamo di
chiederti se – magari stravolgendo un poco la tua agenda elettorale
– riuscissi a venire a Varese prima del 9 aprile. Siamo sicuri che,
quella stessa società civile che aveva accolto con entusiasmo
la tua prima proposta, sarebbe in grado di mobilitarsi per
organizzare al meglio l’evento e trovare nuovo slancio per superare
questa stasi politica così controproducente per la nostra
città e per lo stesso esito del voto politico di aprile.
Se
questo non fosse possibile ti inviteremmo comunque ad intervenire,
con le forme che più ritieni opportune, al fine di sollecitare
tra i partiti locali dell’Unione quella chiarezza indispensabile al
successo della coalizione di centro-sinistra prima alle elezioni
politiche e poi a quelle amministrative.
Cordialmente,
Andrea
Ganugi, responsabile Notiziario delle associazioni Varese
Giulio
Rossini, presidente di Filmstudio’90 Varese
Franco
Zanellati, vice presidente provinciale UISP
Ezio
Bianchi, presidente AUSER Varese
Bruna
Brambilla, presidente UNIVERSAUSER Varese
Alberto
Minazzi, presidente Legambiente Varese
Enzo
Laforgia, insegnante
Roberto
Fossatelli, insegnante
Angela
Cermesoni, insegnante
Nedo
Montagna, assistente tecnico
Sabine
Schutt, insegnante
Rosella
Spriano, insegnante
Mariangela
Millefanti, insegnante
Giosué
Romano, insegnante
Marida
Vailetti, insegnante
Cristine
Stein, insegnante
Raffaele
Pugliese, insegnante
Domenico
Ciongoli, insegnante
Varese,
9 marzo 2006
Questa è la risposta di Romano Prodi del 4
aprile, che ci è stata recapitata oggi e che alleghiamo di
seguito:
Cari
amici di Varese,
ho
letto con attenzione la Vostra lettera, provo la massima
considerazione per le analisi e il disagio che avete espresso.
Purtroppo
non mi è stato possibile onorare il Vostro invito a venire a
Varese prima della chiusura della campagna elettorale.
Voglio
però assicurarVi che non dimenticherò le Vostre parole
e intendo lavorare con la massima determinazione, anche al governo
del paese, affinché la politica ritorni ad essere davvero
partecipata e rinnovata dall’entusiasmo di persone come Voi, che in
modo disinteressato e generoso, intendono legittimamente "essere
coinvolte nelle decisioni strategiche che riguardano il proprio
futuro".
Nella
speranza di una prossima visita a Varese, voglio cogliere questa
occasione per esprimerVi la mia più sincera gratitudine e
profonda stima.
Con
molta amicizia,
Romano
Prodi
Roma,
4 aprile 2006
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