Presentato Reach, il nuovo progetto UE per la chimica

L'incontro, che ha visto la partecipazione di molti esponenti del settore, si è svolto presso la sede Univa di Gallarate

Si è svolto questo pomeriggio mercoledì 25 gennaio 2006, alle ore 14.30, presso la Sede di Gallarate dell’Unione Industriali, l’incontro organizzato per illustrare i contenuti del Regolamento REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals), licenziato all’unanimità dal Consiglio “Competitività” dei Ministri europei del 13 dicembre scorso e che si prevede potrà essere approvato in via definitiva alla fine del 2006.

L’incontro, che ha richiamato la partecipazione di molte imprese e addetti ai lavori non solo del settore chimico, ha visto gli  interventidi Annalisa Oddone di Confindustria, che ha illustrato i profili della nuova disciplina, e di Mauro Sabetta, dell’Unione Industriali di Torino, che si è soffermato su  l’impatto del REACH sui settori industriali che impiegano sostanze chimiche.

Il sistema vigente, fino ad ora, si è rivelato spesso inadatto nell’identificare i rischi associati a numerose sostanze e, anche quando tali rischi venivano individuati, ha mostrato tempi di reazione eccessivamente lunghi per apportare i necessari correttivi. Il Regolamento REACH tende invece a realizzare uno strumento efficace per attuare le necessarie misure di controllo in materia di produzione, immissione in commercio e uso delle sostanze (esistenti e nuove) e, contemporaneamente, grazie anche alle mediazioni e agli emendamenti proposti da  tutto il sistema Confindustria, a rendere il regolamento meno penalizzante possibile per le imprese chimiche italiane.

Il nuovo regime comunitario stabilirà un nuovo sistema integrato per le registrazioni, le valutazioni, le autorizzazioni e le limitazioni delle sostanze chimiche. REACH obbligherà i produttori e gli importatori di tali sostanze a fornire informazioni complete sulle proprietà delle sostanze da loro prodotte o importate in volumi maggiori di 1 tonnellata per anno e a presentare le informazioni necessarie per dimostrare il loro uso sicuro in un dossier di registrazione all’Agenzia Chimica Europea. In caso di mancata registrazione la sostanza non potrà essere prodotta o importata nel mercato Europeo.

Saranno pertanto le imprese ad avere il compito di effettuare i test e di fornire notizie dettagliate. Il flusso di tali notizie sarà diretto sia verso la banca-dati centrale, gestita dalla stessa Agenzia Chimica Europea, sia in direzione degli utilizzatori a valle, compresi i consumatori finali.

 

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Pubblicato il 25 Gennaio 2006
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