50 miliardi per 160 alloggi alla ex Saporiti
39 mila metri quadri dove saranno costruiti tre grossi plessi da 13 metri fuori terra. 5 mila i metri destinati a verde: l’amministrazione decide di monetizzare altri 6 mila metri quadri che potrebbero essere destinati a tale scopo
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L’area di una delle ditte storiche della città sta per avere un brusco cambiamento: 39 mila metri quadri della ex Saporiti stanno per essere riqualificati e destinati ad uso residenziale: un grande intervento che darà vita a tre grossi plessi per un’operazione del costo complessivo di circa 50 miliardi che creeranno tre piani fuori terra più mansarda e box interrati (circa 200), oltre naturalmente ai 180 parcheggi esterni per i 160 alloggi. Negozi: quattro.
Secondo il piano regolatore, una parte della zona della Saporiti deve essere lasciata per la costruzione di un sottopasso o sovrappasso alla ferrovia. E così è stato: 5 mila metri quadri non sono stati toccati in maniera tale da lasciare libera la zona per una possibile costruzione futura, non prevista in questo intervento. Infatti, questa area (5 mila metri quadri) è stata per ora destinata a verde. A tale scopo, sono stati inoltre destinati altri mille e 500 metri quadri, più le aree interne agli edifici. Secondo la polemica ultimamente nata secondo cui a Tradate non sono previsti spazi verdi, questa riqualificazione non è che aiuti molto a smontare questa ipotesi. Nasceranno così 13 metri fuori terra di cemento che non potranno non destare altre polemiche. A detta dello stesso assessore ai lavori pubblici Giovanni Russo, secondo i conti presentati nel progetto della ditta che effettuerà l’opera, “i metri quadri destinati a standard dovrebbero essere circa 10 mila: loro ne monetizzano circa 6 mila”. Cosa vuol dire esattamente monetizzano? Vuol dire che al posto di realizzare 6 mila metri quadri di verde o parcheggi, la ditta versa nelle casse dell’amministrazione l’equivalente in denaro di quel terreno “portando al comune circa mezzo miliardo” spiega l’assessore Russo: “compresi oneri di urbanizzazione e altro, questa operazione porterà nelle casse del comune circa 4 miliardi”.
Da parte sua, l’amministrazione ha comunque fatto una scelta: monetizzare le aree a standard potrebbe essere rifiutata nel prossimo consiglio comunale, ma non sarà così: l’amministrazione accetterà la monetizzazione, dando così il via libera al progetto presentato e recentemente discusso in commissione territorio. Una volta portato in consiglio comunale, i tempi di realizzazione del progetto prevedono l’avvio del cantiere in capo a un anno: “purtroppo bisogna anche fare un discorso economico” prosegue l’assessore: “è bello avere una città verde, ma è impensabile che chi si addossa una operazione del genere da 50 miliardi non possa avere un certo margine di guadagno: qui sarebbe bello avere altri 10 mila metri quadri di verde, ma poi l’indice di edificabilità diventa sotto la soglia della fattibilità esecutiva dell’opera. Unica altra scelta del comune sarebbe ricomprare l’area, ma il comune dovrebbe essere davvero ricco”.
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