Conflitto d’interessi, scontro sotterraneo nel centrodestra

Magarò (Ccd-Cdu) é presidente di una cooperativa locale, il sindaco esprime perplessità, ma in consiglio fa marcia indietro

Il consigliere comunale del Ccd-Cdu Quintinò Magarò non si è dimesso e nessuno gli ha chiesto di farlo. La polemica sull’incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e quella di dirigente di cooperative che abbiano interessi in città (Magarò presiede la cooperativa Primavera) é arrivata al dibattito in consiglio svuotata di significato. Alimentata, forse, da un intervento del sindaco Mucci ("chi fa parte di cooperative si dimetta"), che a questo punto ha tutta l’aria di essere il classico passo più lungo della gamba. Perché infatti Mucci ha pubblicamente chiesto le dimissioni di chi ha interessi imprenditoriali se non c’é nessuno in consiglio con questo problema? Dalla discussione é infatti emerso che non è stata violata alcuna opportunità politica e anche il richiamo del sindaco dei giorni scorsi é stato ricondotto a un semplice promemoria pubblico del testo unico sugli enti locali, articolo 63, relativo all’incompatibilità. Sta qui l’incongruenza logica rimasta sul piatto.

Magarò ha difeso se stesso, accomunando il suo ruolo a quello del suo partito (CCd-Cdu), e ponendo quindi con evidenza un concetto difensivo: chi tocca me tocca il Biancofiore. D’altronde i seguaci di Buttiglione e Casini erano usciti con un comunicato stampa molto chiaro già da qualche giorno, in cui si richiamavano agli accordi della campagna elettorale. Magarò non é incompatibile perché la Primavera non ha attualmente appalti con il comune – questo il senso della nota del Ccd-Cdu – tuttavia nessuno esclude che si possano decidere criteri più restrittivi, volontari, per le candidature in consiglio. Bastava dirlo prima, hanno detto gli uomini del Biancofiore, ma siccome questo punto non é stato negoziato, Magarò non si tocca. Eppure qualcosa non quadra. Non si é capito da chi e perché sia stata inviata una lettera anonima al quotidiano locale contro l’appalto concesso al parco Bassetti alla cooperativa Oceania (lamentando la presenza, poi smentita, nel cda, di due consiglieri di FI e AN). Tutti hanno gridato al "corvo", alcuni hanno indicato Magarò perché presidente della cooperativa che aveva gestito l’appalto lo scorso anno. Risultato: é stato proprio Magarò e il Ccd-Cdu a essere messo in discussione. Un attacco deliberato a pochi giorni dal loro ingresso in giunta? 

Rimane tutto avvolto nel mistero, nonostante il mistero, nella pubblica amministrazione, non dovrebbe essere di casa. Questo é il dato. Le opposizioni hanno sottolineato le incongruenze della vicenda. Antonio Pepe dei Ds é stato durissimo. Ha parlato di "fatto meschino", di "spirito di clientela" nell’ambito della maggioranza. Il sindaco gli ha risposto per le rime. "Faccia riferimento a fatti precisi, altrimenti é lei a fare politica meschina". Andrea Buffoni (Lista Buffoni) ha posto un altro problema, segnalando come sia da ritenersi grave l’aver posto un problema di compatibilità, quando era stata già votata la convalida dell’elezione dei consiglieri da tempo.

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Pubblicato il 11 Luglio 2001
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