Niente prima elementare per un solo iscritto, il Comune di Porto Ceresio ricorre al Tar

L'Amministrazione Comunale contesta la mancata formazione della classe prima della primaria per il prossimo anno scolastico a causa del mancato raggiungimento della quota minima per un solo iscritto

Porto Ceresio - Scuola Fermi

Il Comune di Porto Ceresio ha depositato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) di Milano contro la mancata formazione della classe prima della scuola primaria per il prossimo anno scolastico 2026-2027. La decisione è stata presa dall’Amministrazione Comunale dopo il diniego, da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, della deroga numerica richiesta per l’attivazione della sezione, negata per la mancanza di un solo iscritto rispetto alla quota minima prevista per i comuni montani. La discussione in camera di consiglio è già stata fissata per il prossimo 16 luglio, e il pronunciamento dei giudici è atteso nei giorni immediatamente successivi.

Il rischio per il territorio e il disagio delle famiglie

L’azione legale mira a tutelare i servizi educativi del paese e a evitare pesanti disagi logistici alle famiglie dei bambini coinvolti. La decisione di non attivare la prima elementare costringerebbe infatti i piccoli alunni di sei anni a trasferirsi in istituti dei comuni vicini per i prossimi cinque anni, con la conseguente necessità di organizzare quotidianamente il trasporto scolastico. Secondo la giunta, questo provvedimento rischia di innescare un progressivo depauperamento del presidio scolastico locale, un fenomeno che potrebbe ripetersi anche nei prossimi anni mettendo in pericolo l’offerta educativa complessiva della comunità.

Il nodo della deroga e la via legale

La mobilitazione ha visto fin dall’inizio la convergenza di istituzioni locali e genitori. Di fronte al dato numerico, l’Amministrazione e le famiglie avevano sollecitato il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale affinché applicasse i poteri di deroga previsti dalla normativa per i territori fragili o montani, specialmente in presenza di situazioni di specifica fragilità che richiedono protezione. Ricevuto il rifiuto, il Comune ha deciso di affidare la pratica a uno staff di legali specializzati nel diritto amministrativo e scolastico, informando preventivamente sia il Consiglio Comunale sia gli organi didattici.

L’impegno per il diritto allo studio

L’ente locale ha ribadito la centralità della scuola nelle politiche del territorio, ricordando gli investimenti strutturali ed economici promossi negli ultimi anni. L’Amministrazione si era inoltre dichiarata disponibile ad arricchire l’offerta formativa con nuove attività in caso di ripristino delle lezioni pomeridiane. «Troppo importante è la Scuola nella vita della nostra comunità – spiegano dal Comune di Porto Ceresio – che non possiamo tollerare il progressivo smantellamento del presidio scolastico nel nostro territorio, tanto più in presenza dell’ingiusto disagio che arrecherebbe a bambini così piccoli ed in particolare alla situazione di fragilità presente, che sempre dobbiamo proteggere con tutte le forze». Nel confermare la vicinanza alle famiglie, la giunta ha confermato la continuità dei servizi accessori già attivi, tra cui il Piano per il Diritto allo Studio, la manutenzione dell’edilizia scolastica e la gestione della mensa a supporto del tempo prolungato.

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Pubblicato il 24 Giugno 2026
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