La Merone non blocca i lavori e il Gobbino denuncia

Una sentenza del Tar ha imposto lo stop all'impianto per la messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi. Ma i lavori sono continuati e l'associazione ternatese ha inoltrato un esposto alle autorità competenti

Lo stabilimento ternatese della Cementeria di Merone non ha bloccato i lavori per la realizzazione dell’impianto per la messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi. Questa è la denuncia dell’associazione "Il Gobbino" che ha fatto pervenire in questi giorni un esposto al comune di Ternate, ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica. Nonostante la sentenza regionale emessa in giugno dal Tar Lombardia avesse stabilito la non validità della delibera regionale che autorizzava l’utilizzo di rifiuti speciali pericolosi presso la cementeria, i lavori per l’allestimento dell’impianto sono continuati con l’assenso dello stesso Ente comunale. Questo almeno, quanto sostiene l’associazione il Gobbino, secondo cui la continuazione dei lavori è sotto gli occhi di tutti i cittadini che hanno documentato con fotografie. "Il competente assessore del comune di Ternate, da noi interpellato, riferiva in data 21 luglio, dell’assoluta regolarità dei lavori in essere dichiarando peraltro di esserne al corrente" scrive l’associazione nel testo dell’esposto.

Non la pensano allo stesso modo i rappresentanti dell’Associazione cultura e ambiente del Gobbino. "Riteniamo che in base alla recente sentenza che annulla il provvedimento citato si possa ritenere che i suddetti lavori siano eseguiti in assenza di regolare concessione – e, continua l’esposto – la sentenza citata è esecutiva dal giorno della pubblicazione e nulla è stato fatto da parte degli Enti competenti per imporre il rispetto della stessa". Che la concessione edilizia sia stata annullata dalla sentenza del Tar, resa subito esecutiva, appare anche sul cartello del cantiere presso lo stabilimento. Perché questo ritardo e quali le responsabilità nella mancata applicazione della sentenza esecutiva? Questo chiede Giovanni Ravasi presidente del Gobbino agli uffici competenti, insieme ad una comunicazione scritta che chiarisca i fatti.

Questa dell’esposto è solo una delle iniziative che l’associazione, che da un anno ha lavorato per arrivare al risultato della sospensiva del Tar, ha messo in campo. "Siamo solo all’inizio, non abbiamo ancora vinto" diceva la settimana scorsa uno striscione che invitava i cittadini a partecipare all’assemblea di Varano Borghi di venerdì scorso. L’esito del ricorso è una tappa importante per l’associazione, per il Consorzio per la tutela del Lago di Monate e per i cittadini che lo hanno presentato, ma non un punto di arrivo, hanno spiegato gli organizzatori durante l’affollata assemblea. La Cemeteria di Merone aveva già annunciato che non si sarebbe arresa e fatto tutto quanto nelle sue possibilità per proseguire nell’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. Anche una nuova richiesta in Regione, se necessario. Motivo che ha spinto l’associazione a non mettersi da parte e continuare a tenere alta la guardia. Fra le altre iniziative intraprese ci sono anche le richieste presso la Provincia di tutte le autorizzazioni concesse alla Merone dal 1990 ad oggi per utilizzare combustibili alternativi.

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Pubblicato il 26 Luglio 2001
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