Bloccata nel traffico con le doglie. E il bimbo nasce per strada

Incredibile parto nel parcheggio del poliambulatorio di Induno. In auto, con un freddo pungente, è nato Cristian. Piccolo e mamma stanno bene

Quando la Natura decide, non c’è volontà, determinazione, programmazione che tenga. Ne sa qualcosa Teresa, giovane mamma al suo primo parto che ha dovuto cedere ai suoi progetti, perchè il suo piccolo Christian ha voluto nascere in macchina, al "freddo e al gelo", nel parcheggio della farmacia di Induno Olona. "E meno male che la sbarra della ferrovia era alzata….!" commenta la madre di Teresa, accanto a lei in quegli attimi di puro panico in cui si sono trovate impotenti davanti a Madre Natura.

Ora, ricoverata in un letto al secondo piano del reparto di ostetricia del Del Ponte, Teresa racconta ancora un po’ scossa la sua incredibile avventura: «I primi dolori sono arrivati alle 5. Ma, essendo il mio primo parto, non ero sicura che fossero quelli giusti. Poi alle 7.30 io e mio marito abbiamo deciso di andare in ospedale. Sulla porta di casa, però, mi si sono rotte le acque. Allora ci siamo precipitati alla macchina, con mio marito al volante e mia madre dietro che mi ricordava come respirare. Appena sistemata sul sedile davanti, però, ho sentito che qualcosa stava uscendo. Ho messo la mano e ho setito un nasino. Oddio… sta nascendo!». Il terrore si è presto esteso agli altri occupanti della macchina: alle 7.30, ad Induno Olona, con il traffico di quel momento, cosa potevano fare? «Non capivo più nulla – racconta il marito -, vedevo mia moglie con una testina che sbucava da sotto. Mi sono infilato nel parcheggio della farmacia: lì sopra c’è un poliambulatorio, qualche medico avrebbe potuto darci una mano».

E così, infatti, alla prima richiesta si è precipitata un’ostetrica, Valentina, che ha potuto solo constatare il parto avvenuto: «Cristian era già uscito del tutto – ricorda ancora Teresa – non lo avevo ancora sentito piangere. Con il freddo che faceva ero terrorizzata. L’ho preso e me lo sono portato vicino al cuore. Un primo timido vagito. Poi l’ostetrica mi ha aiutato, dopo aver chiamato il 118, tranquillizzandomi e dandomi i primi suggerimenti. Pochi lunghissimi attimi sono passati prima che giungessero i soccorsi: a quel punto, però, il mio piccolo era già stato coperto con i nostri giacconi».

A bordo dell’ambulanza, il viaggio verso l’ospedale è stato velocissimo: il più era fatto, si trattava, però, di verificare lo stato di salute di madre e figlio. «Il parto è avvenuto tecnicamente in ospedale – commenta il dirigente medico del Del Ponte Triarico – in reparto è stato tagliato il cordone ombelicale. Il bambino e la mamma sono in buona salute: la Natura è veramente imprevedibile».

Il piccolo Cristian, due chili e mezzo di peso, riposa ora nella sua culletta tra gli altri neonati, venuti al mondo in modo meno rocambolesco: ma chi gli avrà mai detto che a questo mondo si devono "bruciare le tappe"?

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Pubblicato il 19 Dicembre 2005
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