“Firenze nel cuore del Cremlino” ma anche Varese

Presentato alle Ville Ponti il libro che racconta l'opera di restauro al celebre palazzo moscovita

Una fitta rete di altissimi ponteggi, decine di restauratori al lavoro con vernici e pennelli, immense volte da ricostruire ed eleganti pareti da fare risplendere. Un susseguirsi di riprese, scandite dall’incalzante sottofondo del Bolero di Ravel, hanno raccontato in diciotto minuti di filmato più di un anno di lavori di restauro di alcune delle più importanti sale del Cremlino.

Un’opera d’arte che è stata realizzata nel 1999 da una squadra di artigiani italiani, tra cui anche un’azienda varesina e che è stata raccontata con entusiasmo dalla giornalista Laura Lodigiani nelle pagine di “Firenze nel cuore del Cremlino”. Il libro, presentato questa sera alle Ville Ponti di Varese, raccoglie e documenta l’incredibile lavoro dell’equipe di restauratori scelta per ricostruire alcune sale del famoso edificio moscovita. Un gioco di squadra in cui ogni tassello è stato fondamentale: dalla scelta dei materiali alla cura dei dettagli, dalla ricerca di colori e tonalità alla rifinitura dei particolari.

«Una storia – ha spiegato l’autrice – che ho subito trovato straordinaria e che doveva essere raccontata. Perciò ho raccolto interviste, documenti ed immagini. Volevo far vedere e far conoscere quello che sono stati capaci di fare: si trattava di una notizia da prima pagina. Anche molti giovani russi hanno lavorato al fianco dei nostri artisti. Quella che per loro è stata una possibilità di imparare un mestiere, per noi è stata l’occasione di far nascere un interscambio di saperi e conoscenze e la dimostrazione della capacità di insegnare una delle nostre più affascinanti arti».

Le aziende che hanno partecipato sono prevalentemente fiorentine – da qui il titolo “Firenze nel cuore del Cremlino” – ma tra le protagoniste spicca anche una varesina: la “Mimosa international” e proprio Claudio Mezzanzanica, il suo titolare, ha aperto l’incontro di questa sera. «In queste pagine – ha commentato – è raccontata una grande esperienza lavorativa ma anche umana. Dovevamo far tornare nella condizione originaria due grandi sale del palazzo: Sant’Andrea e Sant’Alessandro e ci siamo riusciti in poco più di un anno».

Anche Alexander Nurizadé, console russo a Milano, presente all’incontro di questa sera, si è dimostrato entusiasta dei lavori eseguiti: «A chi avremmo potuto permettere di lavorare al Cremlino se non ad artigiani italiani! È stata la conferma del forte legame culturale e politico tra Russia e Italia che si riscontra in particolare nella zona di Varese, una delle più attente ai contatti internazionali». Contatti molto attivi anche dal punto di vista economico: questo spiega l’intervento di Angelo Belloli, presidente della camera di commercio Varesina e di Daniele Parolo, presidente di CNA. «L’artigianato artistico – ha osservato Belloli – è una peculiarità preziosa del nostro territorio e l’azienda Mimosa deve essere un esempio per le altre imprese. La sua esperienza è la dimostrazione del successo per chi sceglie la strada della qualità, della volontà e del valore. È per questo che la Camera di commercio, nei primi mesi del 2006, le assegnerà un riconoscimento, il premio “Varese nel mondo”».

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Pubblicato il 29 Novembre 2005
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