Dipendenti in agitazione a Palazzo Estense
I sindacati hanno indetto lo stato di agitazione, richieste salariali alla base della protesta ma non solo
«Siamo ufficialmente in stato di agitazione e ci riserviamo di prendere iniziative di lotta nei prossimi giorni». Non usa mezzi termini l’Rsu del Comune di Varese che si è riunita questa mattina in assemblea alla presenza di circa 300 dei 900 dipendenti comunali. I tre sindacati confederali, lo Slai Cobas e il sindacato Csa della Polizia Locale hanno lanciato l’ennesimo appello perché le loro richieste vengano almeno discusse dalla delegazione trattante e che è formata dal dirigente del personale, dal segretario comunale e dal dirigente delle finanza. Le richieste riguardano l’adeguamento degli stipendi al contratto nazionale di lavoro per tutti i dipendenti comunali. «In particolare – spiega l’Rsu – chiediamo che vengano sbloccati 105 mila euro che spettano ai dipendenti come recita il contratto nazionale». Si tratterebbe di una somma annuale di 35 mila euro accumulata dal 2003 nelle casse del Comune e che spetterebbe a figure altamente responsabilizzate dell’amministrazione ma che, secondo i sindacati che impugnano il contratto, il Comune non ha mai destinato ad alcuna figura e che quindi andrebbero ridistribuiti tra i lavoratori. «Va sottolineato che sui 900 dipendenti comunali circa 170 sono precari – continua l’Rsu – e quest’anno il premio produttività sarà uguale all’anno scorso ma non vediamo la volontà della dirigenza di venire a capo della situazione». I sindacati rimproverano alla dirigenza di non trattare tutti allo stesso modo in quanto le figure professionali più elevate hanno già avuto i loro aumenti a differenza dei dipendenti.
La risposta del dirigente del personale Daniele Michieletto è stato un secco no-comment sulla vicenda. La mancanza della nomina del Commissario prefettizio, al momento della vertenza, non facilita la risoluzione della controversia sindacale che rischia di esplodere nella paralisi dell’attività amministrativa. I sindacati, oltre alle rivendicazioni salariali, hanno proposto alla delegazione trattante una piattaforma che chiede regole certe contro il mobbing, migliori condizioni di lavoro e la fine del precariato sempre più dilagante a Palazzo Estense.
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