Mastini: botta e risposta tra il Comune e la famiglia Colombo
Il patròn della Shimano: «Il nostro progetto era molto più ambizioso». Fumagalli: «Fatta la nostra parte, altri si tirano indietro»
Palaghiaccio e Mastini non sembrano avere pace. Da un lato Amedeo Colombo, ormai ex patròn con la sua Shimano, dall’altro il sindaco Aldo Fumagalli chiamato in causa dallo stesso Colombo forniscono la loro versione dei fatti.
Mister Shimano in sostanza ha lamentato di essere stato lasciato solo, sia da possibili co-sponsor sia dall’amministrazione comunale che si sarebbe defilata proprio in un momento cruciale. Colombo infatti, tramite l’interessamento dell’onorevole Giorgetti, sarebbe riuscito (nella primavera del 2004) ad avviare i contatti per ottenere un finanziamento pubblico da destinare ad un progetto ambizioso. La famosa "cittadella dello sport" nella zona di via Albani, ricca di piscine, palestre, ristoranti, campi da tennis e, ovviamente, stadio del ghiaccio per la quale si pensava di investire circa 9 milioni di euro. Molti di più di quelli stanziati attualmente dal Coni per la ristrutturazione.
Sempre a detta di Colombo però, al momento di ricevere un sostegno da parte del Comune, l’amministrazione si sarebbe defilata, lasciando in braghe di tela i Mastini che, senza il sostegno di Palazzo Estense (proprietario del palaghiaccio), non hanno potuto accedere al finanziamento.
Colombo inoltre ha lamentato – e su questo versante non gli si può dare torto – il silenzio "perpetuo" da parte di sponsor, imprenditori ed investitori varesini. A parte poche e lodevoli eccezioni infatti, la Shimano è stata lasciata sola a sostenere le spese di una stagione di una squadra di SerieA.
La risposta del Comune, per bocca dello stesso Sindaco non si è fatta attendere. In un comunicato diramato in mattinata Aldo Fumagalli sottolinea che l’Amministrazione ha «fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità. Grazie alle risorse ottenute dal Credito sportivo – confermate il 6 maggio scorso da una lettera del presidente del Coni Petrucci – garantiremo gli stanziamenti per le strutture a favore dello “sport per tutti”. Perché è questo l’impegno di ogni amministrazione: consegnare alla comunità impianti sportivi dove tutti possano svolgere l’attività fisica e ludica. Non solo i team professionistici. Ora tocca ad altri mantenere l’impegno preso».
Una risposta, quella di Fumagalli, ferma e categorica, che respinge con vigore le accuse lanciate dai Colombo ai quali il sindaco tende comunque una mano: «A loro rinnovo l’invito di non abbandonare questa avventura. Per sedersi attorno ad un tavolo, il Comune sarà sempre disponibile».
Il tempo però, almeno per la squadra di SerieA, è ormai scaduto.
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