Conto alla rovescia a una settimana dal voto

Domenica e lunedì voteranno 42 milioni di italiani. Attesa per il risultato dei candidati varesini

Il voto lombardo sembra non esser tra quelli che terrà in apprensione il mondo politico. Che finisca 12 a 2 per il centrosinistra o 8 a 6 per il centrodestra (le ipotesi estreme) la Lombardia sembra non aver altro risultato possibile che la vittoria netta di Roberto Formigoni. Del resto, oltre che i politici, lo dicono pure i sondaggi, anche se nell’ultimo reso pubblico sembrerebbe che il 10% non voterà certamente e che il 52% non sa ancora su quale simbolo metterà una croce.
Serve a poco guardare ai risultati delle ultime competizioni e certamente siamo lontani anni luce da quel risultato di 5 anni fa che incoronò per la seconda volta Formigoni contro un inconsistente risultato dell’allora candidato Martinazzoli. Mai il centrosinistra in provincia andò così male. La coalizione nel suo insieme andò di poco oltre il 26%, con un centrosinistra attestato al 17%, Rifondazione comunista al 5% e lo Sdi all’1,8%. Altri tempi. Insieme nell’Ulivo non si aspetta un raddoppio, ma quasi. Certamente da solo vuole superare quel 25% che prese alle Europee dello scorso anno. Si vedrà. Ma questo non è il solo risultato da tener d’occhio, anzi. Sarà interessante vedere se si è definitivamente assestata la frana alettorale di Forza talia e se la tenuta della Lega non era un fatto episodico dovuto all’emozione per le sorti del capo. E sarà importante capire come si ripartiranno i voti all’interno della Casa delle libertà. Insomma un voto niente affatto per scontato, ancor più se si analizzerà nelle sue cornici esterne, ossia provincia per provincia.
Un altro dato terrà poi in apprensione più vera i singoli candidati: il voto di preferenza. Nel 2000 le cose per Varese andarono molto bene, complice anche un voto particolare che bloccò l’ingresso del listino a metà.
In quel voto il palmares del più votato andò all’azzurro Massimo Buscemi che battè il diessino Marantelli per una manciata di voti 10.569 a 10.239. Al terzo posto l’altro azzurro Valentini con 9.137 voti. Varese elesse anche Adamoli (centrosinistra) con 7487 voti, Fontana con 5194, il cui ingresso nel listino aprì le porte a Reguzzoni Gianpiero con 3005 voti. Gli altri tre eletti furono Ferrazzi di An con 4682 voti, Martina di Rifondazione, ripescato con i resti con 674 voti e infine Strik dei radicali, l’eletto con i minori voti, 150.
Questa volta il gioco potrebbe essere più semplice con un forte ricambio della guardia.
Tre i  riconfermati quasi certi: Buscemi, Adamoli e Fontana. Per Ferrazzi e Martina molto dipenderà dall’esito del voto in provincia, ma forse anche nelle altre realtà. Scontata invece l’elezione di Stefano Tosi nell’Ulivo. Resterà da vedere se dal segreto delle urne sarà possibile scovare qualche sorpresa.
Per la cronaca nelle passate elezioni l’azzurro Sala eletto a Como fu il conisgliere con il maggior numero di preferenze (19.753). Il minor numero sufficienti ad esser eletto fu invece di Strik con 150 e poi della Fatuzzo dei pensionati con 317 voti.

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Pubblicato il 28 Marzo 2005
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