«Perchè noi andremo a votare e voteremo sì»

L'appello dei candidati di Rifondazione Comunista per l'abrogazione parziale della legge sulla fecondazione

Riceviamo e pubblichiamo

La legge sulla procreazione medicalmente assistita è una pessima legge che rappresenta un’aggressione alla libertà e alla dignità delle donne, mettendo in discussione il diritto dell’autodeterminazione femminile, privando le donne della padronanza del proprio corpo e trasformandole in semplici contenitrici di embrioni.  Una legge che non aiuta a conoscere, controllare e orientare l’attività dei centri dove le tecniche di fecondazione assistita vengono svolte per evitare eccessi o forme di commercializzazione ma che al contrario mette a rischio la salute fisica e psichica della donna, sferrando nel contempo un duro attacco alla sanità pubblica. Una legge che sancisce la disuguaglianza fra i cittadini, consentendo la possibilità di usufruire della procreazione assistita solo a coppie eterosessuali sposate o conviventi vietando la inseminazione eterologa, cioè quella con donatore o donatrice esterni. Una legge che rende l’Italia uno stato etico, che fa sua un’etica di parte imponendola a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, eliminando in un sol colpo il principio della laicità dello Stato. Una legge quindi che non riguarda solo le donne o solo le persone che desiderano divenire madri o padri, ma una legge che parla di quale società vogliamo costruire. Una legge che non ci piace e che tante donne e tanti uomini non vogliono. Una legge che vogliamo cancellare, cominciando dalla vittoria dei sì ai prossimi referendum.

Bianca Boretti

Carlo Cattaneo

Mario Agostinelli

(Candidati alle regionali del 3 e 4 Aprile per Rifondazione Comunista)

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Pubblicato il 21 Marzo 2005
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