«Se non potrò più fare il giudice,farò lo scrittore»
Uno storico e un magistrato si confrontano sulla scrittura e la memoria
«Data l’aria che tira con il ministro Castelli, devo prendere in considerazione di fare lo scrittore». Sorride il giudice Ottavio D’Agostino, mentre sfoglia "Sono un fascista, fucilatemi!" (Arterigere-Essezeta), il libro scritto a quattro mani con Franco Giannantoni. Non sarebbe la prima volta, considerato che, anche in tempi meno duri per le toghe, la magistratura ha regalato, da Satta a Carofiglio, molti suoi figli alla letteratura. «Io e Giannantoni – spiega D’Agostino – partiamo da due visioni diverse. Il mio è un romanzo che si svolge su un piano emozionale, cioè il ricordo di questo zio che in tutti questi anni ho elaborato dentro di me. Giannnatoni invece ha fatto un lavoro da storico, alla fine le due operazioni si bilanciano e danno un certo equilibrio al libro. Questo lavoro arriva in un momento di transizione della mia vita professionale, quando si iniziano a fare un po’ di bilanci».
(foto sopra, da sinistra: Ottavio D’agostino, Carlo Scardeoni e Franco Giannantoni)
«Le nostre differenze e appartenenze politiche – aggiunge Giannantoni – non hanno assolutamente interferito nella stesura del libro, anzi ho lavorato in grande autonomia. Abbiamo proceduto parallelalmente e alcune ricerche, come quelle relative alla tomba e alla ricostruzione degli ultimi giorni di vita, le abbiamo condotte insieme, sul posto. Il merito è anche dell’editore Arterigere che ci ha lasciato lavorare in grande tranquillità. È di gran lunga preferibile lavorare con i piccoli editori che non con i grandi. Sul territorio abbiamo fatto operazioni che lasceranno un patrimonio per il futuro».
Carlo Scardeoni, patron di Arterigere, da molti anni pubblica libri legati alla storia della Resistenza di vari autori locali e ha trovato con Giannantoni una sintonia perfetta. «Stiamo lavorando ad un progetto sulla memoria – dice Scardeoni -, una casa editrice che valorizzi le testimonianze sul territorio. Giannantoni ha fatto un grande lavoro di ricerca andando spesso controcorrente, garantendo sempre grande qualità nellavoro di ricerca. Per una piccola casa editrice è importante avere persone così».
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