La Lav contro il Comune di Busto: «Non affamate i piccioni»

La LAV chiede che il Comune revochi l'"ordinanza affama-piccioni" dello scorso luglio

Il 26 luglio scorso il Comune di Busto Arsizio emanò un’ordinanza che vietavadi dar da mangiare ai piccioni su tutto il territorio comunale. A detta della Lega AntiVivisezione, subito insorta a difesa dei pennuti, «tale ordinanza è contestabile sotto ogni punto di vista».

La motivazione dietro il grave provvedimento era il supposto rischio igienico-sanitario che la presenza di colonie di piccioni ingenererebbe. 

 «In realtà, esaminando i testi scientifici sull’argomento, si evince chiaramente che non esiste un ruolo reale dei piccioni nella trasmissione di patologie all’uomo» osserva il comunciato della LAV a firma di Francesco Caci, passando quindi a giudizi ben più duri: «L ’affermazione dell’Amministrazione Comunale (relativa ai succitati rischi, ndr) è semplicemente una scusa per giustificare l’ordinanza, che in realtà è stata emessa in seguito alle lamentele di cittadini relative agli escrementi dei piccioni».

 

Di «terrorismo psicologico» parla la LAV nel denunciare la volontaria confusione di un problema estetico – pur concreto e riconosciuto – con uno di carattere sanitario. «Semplicemente agghiacciante è poi la considerazione per cui "la disponibilità di cibo favorisce la sopravvivenza di soggetti malati, deboli e vecchi"» rincarano gli animalisti indignati. «Ciò significa che l’Amministrazione Comunale si prefigge, con questa ordinanza, di far morire di fame i piccioni! Una soluzione da Terzo Reich, insomma. Grottesca è poi l’affermazione per cui la sopravvivenza dei soggetti malati, deboli e vecchi minaccerebbe anche "lo stato di benessere generale dei colombi"!»

 

Una volta fustigate le opinioni "nazi-darwiniste" dell’amministrazione bustocca in materia ornitologica, la LAV passa quindi a suggerire un rimedio non violento: la somministrazione ai volatili di mangime antifecondativo, adottata con buoni risultati in molte città.

«Tra l’altro, tutti gli esperimenti di divieto di somministrazione di cibo ai colombi si sono rivelati, al di là della questione etica, del tutto inefficaci a livello pratico» fa notare la LAV, giacchè nessun Comune può certo impegnare la Polizia Locale a dar la caccia a chi getta le briciole agli uccelli…

 

Pertanto gli animalisti chiedono che il Comune ritira l’ordinanza anti-piccioni e riunisca «con la massima urgenza» la Commissione comunale animali per discutere l’idea lanciata dalla LAV.

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Pubblicato il 11 Novembre 2004
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