Quasi sconosciuta la coppia della tragedia
Sbigottiti i cittadini del piccolo centro montano dove i due coniugi avevano la loro ultima residenza
Lui distinto, giovane – un bel ragazzo – e di una grande riservatezza. Lei più eccentrica, forse a tratti un po’ "strana" per la semplice tranquillità della piccola piazza di Cunardo. Così li ricordano le poche persone che hanno conosciuto la giovane coppia che nella serata di ieri a Lavena Ponte Tresa, di fronte all’avvocato che trattava la loro pratica di separazione, ha perso la vita.Due sposini trasferitasi a Cunardo, paese dove Martin Stefano, classe 1969 e Ferrari Rosella (nella foto in basso), del 1973, scelsero come luogo di residenza dopo essersi sposati da poco più di un anno (nella foto la casa). Ma qualcosa iniziò ad andare male dopo pochi mesi, fino all’abbandono del tetto coniugale da parte della ragazza che si trasferì in Svizzera, a Gentilino, appena sopra Lugano, dove lavorava come operaia in una fabbrica di medicinali. "Gli si leggeva sul volto che qualcosa non andava – afferma la signora Maria Teresa Valentini, proprietaria del colorificio in piazza IV novembre al civico 11, un solo numero prima del 12, dove abitava il Martin – : benché fosse una persona riservata e distinta a tal punto da non lasciarsi andare ad alcuna confidenza, la sua espressione si era incupita da qualche mese a questa parte. Lo vedevo spesso la sera rincasare, sempre in borghese, e sempre solo. Parcheggiava solitamente la sua auto nella piazzetta sotto casa. Proprio ieri nel tardo pomeriggio l’ho visto: ci siamo scambiati un cenno, più che un vero e proprio saluto, come eravamo soliti fare. La sua espressione mi è però parsa strana, più cupa del solito, ma non ci ho fatto caso". Martin non frequentava i bar di Cunardo, dove non lo conoscono. Neppure il parroco, don Ludovico, sa dire nulla di lui, così come il sindaco che non ha elementi per commentare l’accaduto.
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Lui distinto, giovane – un bel ragazzo – e di una grande riservatezza. Lei più eccentrica, forse a tratti un po’ "strana" per la semplice tranquillità della piccola piazza di Cunardo. Così li ricordano le poche persone che hanno conosciuto la giovane coppia che nella serata di ieri a Lavena Ponte Tresa, di fronte all’avvocato che trattava la loro pratica di separazione, ha perso la vita.
Il finanziere non era originario di Cunardo; come la moglie, che tuttavia era della zona perché nata a Luino, poteva dirsi un "forestiero": il suo cognome, Martin, veniva da Portogruaro, in provincia di Venezia, dove il giovane era nato 33 anni fa, per poi trasferirsi nel comasco. Le ragioni che hanno portato l’uomo – dagli stessi colleghi definito un professionista inappuntabile – a compiere l’estremo gesto sono ignote anche ai suoi vicini di casa. Quanto alla giovane donna, anche di lei non si sa molto in paese. A volte si vedeva in auto, come confermato da alcuni agenti di polizia municipale. Una persona "strana", forse un po’ eccentrica secondo altri, abituata a catalizzare l’attenzione. Raptus improvviso o scelta premeditata, alla base del gesto che ha tolto la vita ai due giovani? Benché la coppia fosse da pochi conosciuta, in molti si pongono questa domanda a Cunardo, tra le vie del centro storico, tra i commenti delle dirimpettaie che parlano allibite della vicenda.





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