“Non lo abbiamo cacciato noi”

Varese - Laconici i commenti degli esponenti politici di fronte alle decisioni di Fassa

Chissà a quale immagine si riferiva Paolo Rossi, segretario provinciale del Ppi, utilizzando questa espressione a proposito delle ultime uscite di Fassa. Lacrime da coccodrillo si susseguono nei commenti politici. "Noi abbiamo posto questioni politiche e non personali, – continua l’esponente popolare, – ora ci auguriamo che lui rimanga nell’area del centrosinistra. Speriamo di andare noi al ballottaggio, ma se prendesse lui più voti non avremmo difficoltà a votarlo". Paolo Rossi ha affermato che il candidato sindaco sicuramente non sarà della Margherita. Magari potrebbe appartenere a quell’elenco di autoconvocati per giovedì sera. Chissà, magari Ovidio Cazzola, o Margherita Giromini, o qualcuno della sinistra Ds. "Daniele Marantelli, dice ancora Rossi, – vorrebbe una soluzione forte di nomi di partito, ma vedremo".
Qualcosa si saprà nei prossimi giorni. Stasera intanto c’è una prima riunione, del post Fassa, e da lì dovrebbe uscire un documento sulle vicende varesine che hanno bloccato tutte le trattative per i maggiori centri della provincia.
Manolo Marzaro, segretario dei Ds, non può che ripetere un ritornello che oggi suona un po’ stonato. Le sue difficoltà sono evidenti perché il suo partito aveva votato questo progetto e aveva organizzato e partecipato alla conferenza stampa di gennaio in cui Fassa era designato come candidato sindaco. Qui non si tratta più di "aver bruciato" una candidatura, ma di un autentico ripensamento politico.  Marzaro afferma che i Ds" hanno sempre sostenuto il progetto della lista unica dell’Ulivo, ma le troppe rigidità di alcuni, (leggi Margherita, ndr) hanno reso insuperabili gli ostacoli. Il candidato Fassa prima aveva larghi consensi, poi qualcuno ha cambiato idea. Su Varese chi ha fatto saltare questa candidatura dovrà ora assumersene le responsabilità e indicare loro quale candidato vogliono".
Ennio Melandri, segretario dei comunisti italiani, è rimasto molto defilato dagli ultimi fatti. Lui è incredulo e spera ancora che si ricompongano i dissidi perché Fassa resta una importante risorsa. Melandri è colpito dal fatto che "mentre in tutta Italia sta montando una richiesta di unità, proprio a Varese prevalgono logiche di separazione".

Carlo Manzoni dei repubblicani europei esordisce in modo chiaro e netto. "Purtroppo le cose sono andate come non dovevano andare. Fassa non poteva accettare tutte le rigidità poste dalla Margherita. Ora dobbiamo lavorare in fretta per trovare un altro candidato per il centrosinistra".

Anche Adriano Albinati, dei democratici, una delle costole della Margherita, non ha molto da dire. "Abbiamo lavorato tanto, ma sono stati fatti troppi errori. Il discorso del valore aggiunto al centrosinistra è sfumato. Il mio commento sarebbe molto pesante e preferisco tenermelo per me. Cercheremo un candidato valido".

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Pubblicato il 18 Marzo 2002
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