«La terra la trattengono gli alberi, non le reti dei giardini»

Luino – L’appello del responsabile locale di Legambiente contro gli ultimi avvenimenti che hanno riguardato il tagli di alcune querce secolari allo scopo di proteggere una recinzione privata

Una quercia secolare rischia di rovinarti la rete di recinzione del giardino? Benissimo, la si taglia, e magari si bruciano i rami e il sottobosco lasciando un fuoco in balia di se stesso e del vento. E’ quanto denunciato dai responsabili di Legambiente del Luinese che lamentano della situazione che si è venuta a creare nella frazione luinese di Colmegna, che si incontra sulla strada che porta verso Maccagno, in una zona di grande interesse paesaggistico. «Nei pressi di via Torretta la Polizia Municipale, intervenuta su segnalazione di uno dei nostri soci, trova nei giorni scorsi un fuoco abbandonato in un mappale dove era in corso il taglio di querce ad alto fusto – racconta Alberto Tarroni, Presidente Circolo Valcuvia e Valli del Luinese di Legambiente. Stiamo parlando di un boschetto di piante dove si trovavano esemplari ben più che secolari. Ci sono ancora i ceppi da vedere. Solo quelli perché, per il resto, tutto lo spazio è diventato tabula rasa. I vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area, dove i lapilli infuocati volavano a causa del vento». Oltre al danno, costituito dal patrimonio boschivo andato tagliato e distrutto, anche la beffa: risulta infatti secondo l’ambientalista che il taglio fosse stato eseguito per proteggere una recinzione metallica dal possibile crollo di una o più piante. «Non c’era davvero altro sistema che distruggere un patrimonio di tutti, per proteggere una ramina? – si chiedono da Legambiente. Erano davvero tutte così malate e pericolose queste piante? E’ possibile che boscaioli esperti lascino fuoco acceso in una zona a rischio? Dove sono finiti gli agrifogli che si trovavano in quel punto ancora poche settimane fa? Non possono certo essere stati tagliati anch’essi per proteggere la rete. Sono una specie protetta dalla legge; inoltre, non erano in grado di arrecare danno anche cadendo. E gli altri alberi tagliati nella parte posteriore del mappale? Non sembrava che fossero tanto alti da poter crollare sulla recinzione. Ora, quel tratto di pendio è totalmente spoglio. Ricorda, per come è ridotto, un terreno preparato per costruirci sopra». Ma oltre a deturpare l’ambiente, il taglio indiscriminato e la distruzione del sottobosco per sospetti interessi privati, rappresentano secondo gli ambientalisti un elemento di destabilizzazione dell’equilibrio idrogeologico della zona, già di per se molto instabile (basti pensare alle frane che si sono abbattute poco prima di Maccagno). «Un’altra pagina per il triste dossier che stiamo preparando sugli ultimi dieci anni di Colmegna – conclude Tarroni. Non ci lamentiamo, cari signori, se ogni volta che piove la montagna ci frana in testa. La terra la trattengono gli alberi, non le reti dei giardini».

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Pubblicato il 06 Febbraio 2003
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