Renzi sceglie Youtube per spiegare come cambia la scuola
Il Presidente del Consiglio spiega in quindici minuti le mosse per innovare il mondo dell'Istruzione. L'invito è quello a contribuire a un dialogo che rimette al centro della discussione il tema scolastico
La risposta della piazza non ferma il Governo sulla via della riforma della scuola. Il disegno di legge inizia il suo iter alla Camera che dovrebbe definire il 20 maggio prossimo con il voto finale. La riunione con i sindacati ma anche con le rappresentanze dei genitori non ha smorzato le polemiche, anzi. Il boicottaggio dei test Invalsi hanno creato maggior scontento e alzato il livello dello scontro.
Matteo Renzi ha così scelto la via della comunicazione su Youtube per rivolgersi direttamente a docenti, studenti e genitori, spiegando le intenzioni del Governo: « Forse anche noi abbiamo fatto alcuni errori di comunicazione …» ha esordito il Presidente del Consiglio che ha poi spiegato i temi salienti della riforma, già riassunti nella lettera inviata via email a tutti i docenti italiani: «Vogliamo restituire centralità all’educazione e prestigio sociale all’educatore…. Vogliamo che il posto dove studiano i nostri figli sia quello trattato con più cura da chi governa…. Vogliamo smetterla con i tagli per investire più risorse sulla scuola. …. Assumiamo oltre 100.000 precari, bandiamo un concorso per altri 60 mila posti per il prossimo anno, mettiamo circa 4 miliardi di euro sull’edilizio a scolastica, diamo più soldi agli insegnanti ( 40 milioni per la formazione a cui si aggiungono 500 euro a testa per la carta del professore e 200 milioni per il merito ), attuiamo l’autonomia, realizziamo la vera alternanza scuola lavoro, educhiamo cittadini, non solo lavoratori, affidiamo a deleghe legislative settori chiave».
Ci sono poi alcune rassicurazioni: «Le aziende non hanno alcun ruolo nei consigli di Istituto, i giorni di vacanza non si toccano, nessuno può essere licenziato dopo tre anni, il preside non può chiamare l’amico/a ma sceglie tra i vincitori di concorso, in un ambito territoriale ristretto»
Tante rassicurazioni e parole, però, non sembrano rassicurare i sindacati che già annunciano il blocco degli scrutini che potrebbero slittare di alcuni giorni.
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