Dalla pratica alla teoria: gli studenti aprono un’agenzia di viaggio
Inaugurate, simbolicamente, 4 attività realizzate interamente da due classi dell'istituto turistico. Un impegno che ha costretto i ragazzi ad affrontare burocrazia, intoppi e allestimenti

Come si apre un’agenzia di viaggio? come si convincono i clienti? quali mete proporre? È stato il compito su cui hanno lavorato due classi dell’istituto turistico Casula di Varese ( IVAT e IVBT) che proprio oggi, martedì 25 marzo, hanno inaugurato simbolicamente 4 agenzie di viaggi.
Dal nome, alle licenze, dagli allestimenti, alle brochures, ai gadget ai cataloghi, i 33 ragazzi hanno lavorato come se effettivamente fossero all’esordio di un’attività commerciale.

« È stato un lavoro intenso recepito con entusiasmo dagli studenti – spiega l’insegnante di discipline turistiche Anna De Vito – si sono dovuti scontrare con la burocrazia, i fornitori, gli intoppi, i contrattempi. Si sono abbattuti e si sono rialzati finchè non hanno portato a compimento l’intero lavoro».

E oggi grande festa per i ragazzi ma anche per molti compagni che hanno raggiunto la sede delle 4 agenzie ( collocate al piano interrato di viale Monte Rosa) per curiosare tra gadgets e cataloghi di viaggio. A dare una mano alle 4 attività ( Come and go; Dire, fare viaggiare; Il mono che non conosco; Ballando sul mondo) alcune agenzie turistiche vere del territorio che hanno insegnato ai ragazzi a districarsi tra permessi e autorizzazioni: « Oggi abbiamo la licenza per servire un pubblico eterogeneo – spiega la “responsabile” di "Dire, fare, viaggiare" – cioè possiamo costruire un itinerario su misura sia per ragazzi sia per adulti, in cerca di relax, avventura sport o divertimento».

I ragazzi hanno lavorato con passione, dedicando anche ore extra a confezionare segnalibri, portapenne, portachiavi o soprammobili tutto con materiale riciclato. Ora questa grande attività potrebbe avere un’evoluzione: « Magari – azzarda la docente – potremmo attivare una convenzione con qualche agenzia di viaggio e promuovere le gite scolastiche di un giorno tra i diversi istituti della provincia. Sarebbe un bel modo di procedere senza, comunque, incappare nei problemi economici che una scuola non può avere».
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