Maroni: “Sblocchiamo i soldi dei comuni e così eliminiamo l’Irap”
Il presidente della Regione Lombardia è intervenuto al workshop sulla sostenibilità della filiera alimentare organizzato da Whirlpool alle Ville Ponti sul tema della ricerca e dello sviluppo tecnologico nel campo della sostenibilità della filiera alimentare
Dopo la visita in Whirlpool, per la firma del protoccollo sulla competitività, Roberto Maroni è intervenuto alla tavola rotonda alle Ville Ponti di Varese dedicata alla ricerca e allo sviluppo tecnologico nel campo della sostenibilità della filiera alimentare. Il presidente della Regione Lombardia è arrivato al workshop, organizzato dalla multinazionale americana, con una proposta concreta: «Basterebbe sbloccare gli 8 miliardi e mezzo di euro bloccati dal patto di stabilità nelle casse dei comuni, in questo modo si potrebbe eliminare l’Irap (imposta regionale sulle attività produttive, ndr) e liberare risorse per le imprese. Al momento la Regione garantirà un miliardo di euro attraverso Finlombarda».
«Per me innovazione vuol dire investire sul futuro – ha continuato Maroni -. Alla ricerca andrebbe destinato almeno il 3 per cento del Pil ovvero 9 miliardi di euro. In Lombardia al momento gli investimenti in ricerca e sviluppo ammontano a circa 4 miliardi, di cui almeno 3 arrivano dalle imprese. Gli imprenditori non vogliono soldi a fondo perduto ma un sistema che gli permetta di innovare e sviluppare la produzione. Per raggiungere questo obiettivo la Regione deve svolgere un ruolo di regia».
Maroni con il suo intervento alle Ville Ponti ha tenuto a battesimo"Sifood" l’associazione tecnologica guidata da Whirlpool R&D per la sostenibilità alimentare, nata dalla coscienza dello spreco alimentare. «Un terzo del cibo nel mondo – ha spiegato il presidente dell’associazione Mauro Piloni- va sprecato e in questo spreco non bisogna pensare soltanto al prodotto che finisce in pattumiera, ma all’energia sprecata in tutto il processo che serve a produrlo. In vista dell’Expo 2015, che ha come tema il nutrimento del pianeta, ci sembra che sia opportuno a doveroso un impegno in questa direzione facendo rete tra imprese, università e istituzioni».
Sprechi Alimentari – A scendere nel dettaglio degli sprechi alimentari, quantificabili in Italia fra il 7,7 miliardi di euro e i 9 miliardi di euro, e che valgono 1.3miliardi di tonnellate l’anno, è Alberto Cigada, professore di Chimica del Politecnico di Milano e membro del Comitato scientifico di SiFood: «Il 46% dello spreco avviene a valle per due motivi principali: l’acquisto eccessivo di derrate e la scadenza degli alimenti. All’interno di una cornice complessiva di incremento dell’efficienza della catena bisogna agire su due leve: la tecnologia e le abitudini del consumatore. Con la tecnologia è possibile allungare la vita del cibo, tracciarlo, migliorare il packaging, ma la sensibilizzazione dei consumatori è essenziale, per questo è indispensabile analizzarne le abitudini. In questo senso le carte di fedeltà possono rappresentare una fonte formidabile di informazioni». Alla luce di queste considerazioni, due sono i filoni di ricerca e sviluppo tecnologico individuati – in via preliminare – per l’attività dell’associazione nel 2014. Il primo riguarda la razionalizzazione del processo di acquisto attraverso l’elaborazione di Big Data; il secondo le tecnologie per una migliore gestione delle date di scadenza in etichetta e deperimento qualitativo del cibo. I filoni si concentrano sui principali fattori alla base dello spreco alimentare domestico e considerano sia le competenze esistenti oggi in SiFood sia l’obiettivo di aggregare altri membri. Con questa prospettiva, le linee guida saranno affinate e aggiornate, alla luce delle caratteristiche degli eventuali nuovi associati e delle opportunità progettuali che potranno emergere.
Due i messaggi arrivati al workshop, dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia de Girolamo e dal sottosegretario del Miur Gianluca Galletti. Per De Girolamo «il progetto SiFood può avere un impatto davvero importante sulle nostre vite, andando a incidere sulle abitudini dei consumatori. In particolare è assolutamente condivisibile l’obiettivo di sfruttare la tecnologia per limitare se non azzerare, quel problema sempre più grande che è lo spreco di cibo». Per Galletti «In futuro conterà sempre di più la capacità delle imprese di collaborare con le strutture della ricerca; sarà questo modello, quello scelto da Sifood, la base per la competitività del Paese».
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