Formazione e apprendistato i punti deboli del sistema
Confartigianato imprese Varese ha istituito un Ufficio studi che periodicamente fornirà dati e analisi relativi all'universo delle imprese artigiane. «Gli artigiani non assumono apprendisti perché la normativa è confusa»
Nel bel mezzo della crisi c’è una buona notizia: Confartigianato imprese Varese ha istituito un Ufficio studi che periodicamente fornirà dati e analisi relativi al’universo delle imprese artigiane. «Si tratta di un lavoro che ha una significatività statistica – dice Mauro Colombo, direttore di Confartigianato – una mappa imprenditoriale che racconta i mutamenti del mercato del lavoro. Abbiamo una quantità di dati relativi ad oltre 12 mila lavoratori che ci dice molto sull’evoluzione di quel mondo».L’osservatorio servirà a orientare le scelte di chi fa formazione e di chi fornisce servizi alle micro e piccole imprese, oltreché a informare gli imprenditori sulle mansioni più ricercate dal mercato e le nuove professionalità emergenti. Ne gioverà sicuramente il sistema scolastico che molto spesso sforna figure obsolete, fuori mercato, destinate a ingrossare le liste dei disoccupati.
Il mercato del lavoro, che è in continuo movimento, richiede un aggiornamento costante, quasi in tempo reale, dati che serviranno a elaborare analisi e strategie. E chi ha sottomano i dati relativi ad oltre 2.000 imprese puo’ assumersi questo compito. Non è la soluzione definitiva ad una situazione complessa, perché le decisioni conseguenti all’analisi dei dati non dipendono solo dall’associazione di categoria (pensiamo solo alle scuole professionali e ai piani di studi). Avere però un quadro preciso di ciò che succede nel mercato del lavoro è già un bel passo avanti. (foto, da destra: Mauro Colombo, Massimo Rabuffetti e Giulio Di Martino)
Il mercato del lavoro, che è in continuo movimento, richiede un aggiornamento costante, quasi in tempo reale, dati che serviranno a elaborare analisi e strategie. E chi ha sottomano i dati relativi ad oltre 2.000 imprese puo’ assumersi questo compito. Non è la soluzione definitiva ad una situazione complessa, perché le decisioni conseguenti all’analisi dei dati non dipendono solo dall’associazione di categoria (pensiamo solo alle scuole professionali e ai piani di studi). Avere però un quadro preciso di ciò che succede nel mercato del lavoro è già un bel passo avanti. (foto, da destra: Mauro Colombo, Massimo Rabuffetti e Giulio Di Martino)
«In questa fase – aggiunge Giulio Di Martino, responsabile dell’area sindacale di Confartigianato imprese Varese – il mercato del lavoro delle imprese artigiane penalizza i giovani e l’apprendistato. La responsabilità è di una legge confusa che sovrappone tre normative estremamente complicate che non invogliano l’artigiano ad investire sui giovani, anche se noi lo riteniamo ancora lo strumento privilegiato per inserire nuove leve in azienda».
Il crollo dei contratti di apprendistato (-36%) nel quadriennio 2009 -2012, secondo Di Martino, è dovuto a una figura che ha caratteristiche inadeguate: periodi di apprendistato troppo lunghi, assenza di alternanza tra scuola e lavoro nell’ultimo anno scolastico, scarso adattamento delle figure professionali alle reali esigenze del mercato. «In questi anni – conclude Colombo – si è cercato di creare lavoro con impianti normativi, ma sono le norme che si devono adeguare al mercato del lavoro. Forse è meglio che alcune riforme le facciano gli economisti, non i giuslavoristi».
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