Giocando si impara: numeri e lettere, arte e scienza
Un'intera famiglia composta da mamma papà e due bambini crea e propone giochi intelligenti da fare insieme, per divertirsi e imparare
Avete mai giocato a battaglia navale sulla tavola degli elementi o trasformato gli oggetti in stile Munari?! A proporre giochi come questi, divertenti ma anche legati a saperi e competenze che i bambini coltivano a scuola, sono una mamma e un papà creatori di “Kits and Chips“, un sito nato in piena quarantena per condividere i migliori esperimenti di gioco (e ripasso) fatti in casa. Ad ogni ambito un colore, per ogni proposta l’età indicata, esempi pratici di realizzazione e “lo spiegone per genitori curiosi”, con i riferimenti culturali, pedagogici o artistici ispiratori .
Lei (Cristina) è una progettista grafica e docente di comunicazione visiva allo IAAD di Bologna, lui (il papà) è un digital designer che ha lavorato per anni anche con il Museo della Scienza di Milano. “L’idea è nata perché abbiamo iniziato ad inventare attività per occupare il tempo dei nostri bambini (di 9 e 5 anni). Poi le abbiamo organizzate insieme a loro e condivise con alcuni amici che ci hanno suggerito di mettere queste risorse a disposizione di tutti. Da qui il sito e la pagina Facebook di Kits anch Chips.

“Il rischio in questo periodo è che i bambini si dedichino sopratutto ad attività digitale, per questo cerchiamo di proporre anche attività manuali e pratiche”, spiegano i due genitori che hanno scelto invece di proporre ai loro bambini, e a chi consulta il sito, attività intelligenti e divertenti da fare insieme in famiglia.
Partendo dall’esperienza diretta e personale, le attività proposte si riferiscono a interessi e capacità di bambini della scuola dell’infanzia e primaria: numeri (blu), parole (fuxia), arte (giallo), scienze (verde) e tecnologia (viola). C’è anche un gioco sulle emozioni, particolarmente sollecitate in questi giorni sospesi.
Di volta in volta i riferimenti cambiano: “Per la sezione arte, ad esempio, abbiamo fatto un post su un’attività inventata da Bruno Munari – racconta Cristina – un altro sul lavoro del designer Christoph Niemann, uno sul dadaismo e un altro ancora su un gioco che ci hanno insegnato dei bambini francesi”.
Per italiano è in uscita un post sulle attività di Gianni Rodari e la sua Grammatica della fantasia, mentre per la tecnologia il riferimento è al metodo didattico sviluppato nel MIT (Massachusetts Institute of Technology), nel caso i bambini volessero provare a creare il loro primo videogioco .
I bambini qui non solo giocano, ma contribuiscono a creare i contenuti, il che garantisce anche un maggior gradimento nei giochi proposti: “Per esempio quando abbiamo ridisegnato la tavola degli elementi, il più grande mi ha aiutato a compilarla e cercare le corrispondenze tra elementi e utilizzo nella vita quotidiana e nell’industria”.
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