Comerio perde un’icona: la piscina della ex Whirlpool non riaprirà per l’estate 2026
I costi di gestione insostenibili e il cambio delle normative impongono lo stop definitivo alla storica struttura dell'ex area Whirlpool. Il vicepresidente Maineri: «Scelta dolorosa, ma pensiamo a una nuova vasca ecologica e a un polo sportivo»
La notizia segna la fine di un’era per generazioni di varesini e varesotti che in quel bacino d’acqua affacciato sul lago hanno trascorso i mesi caldi della loro giovinezza: la storica piscina della ex Whirlpool di Comerio non riaprirà per la stagione estiva 2026. Quella conclusasi a settembre del 2025 rimarrà, di fatto, l’ultima stagione di attività di un impianto che ha fatto la storia del territorio.
A decretare la parola fine è il cambio delle normative di sicurezza e igienico-sanitarie avvenuto nel corso dell’inverno, che non permette più l’utilizzo di deroghe per strutture così datate. L’impianto, progettato e inaugurato nel 1961 per volontà dell’illuminato imprenditore Giovanni Borghi, sorge all’interno del centro sportivo aziendale dell’allora Ignis (poi Whirlpool), ed è oggi gestito dalla Fondazione Sacconaghi Borghi nell’ambito del progetto di riqualificazione “Opera Village”.
I nodi normativi e i costi «folli»
A spiegare la situazione è Angelo Maineri, vicepresidente della Fondazione Sacconaghi Borghi: «Purtroppo, abbiamo dovuto decretare la chiusura della piscina dallo scorso inverno. Nonostante la volontà della Fondazione fosse quella di andare avanti e riaprire come abbiamo sempre fatto, sono cambiate le normative e l’impianto non può più andare in deroga. Essendo le strutture degli anni ’60, l’adeguamento avrebbe richiesto un rifacimento tale da non valerne la pena, soprattutto perché quell’area sarà comunque oggetto di una trasformazione urbanistica. Gestire una piscina di quel genere oggi ha costi folli: andava bene negli anni ’60 con l’Ignis alle spalle, ma oggi non è più sostenibile».
A pesare sul bilancio non sono solo i costi energetici, ma anche l’impatto ambientale. La monumentale vasca d’epoca contiene un volume enorme e decisamente lontano dagli standard attuali, economici ma anche ecologici. Da qui la decisione, presa a malincuore dai vertici della Fondazione, di fermare i motori per evitare ripercussioni economiche sul bilancio dell’ente.

Il futuro: campi da tennis e una vasca a misura di comunità
La chiusura dello storico impianto non coincide però con l’abbandono dell’area sportiva. I piani della Fondazione Sacconaghi Borghi guardano già al futuro, legandosi anche alla conclusione dell’iter del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) attualmente in discussione al Comune di Comerio.
L’obiettivo è quello di dare vita a un polo sportivo moderno, efficiente e pienamente integrato con le esigenze dei residenti. Il piano di riqualificazione prevede nel breve periodo il rifacimento e la rimessa in ordine dei campi da tennis e il modellamento dell’intera area ricreativa.
Nei progetti della Fondazione c’è anche il ritorno dell’acqua a Comerio, ma in una veste completamente nuova: l’idea è quella di realizzare una piscina moderna, con un’impiantistica di ultima generazione e una vasca decisamente più performante e contenuta (nelle intenzioni, una struttura classica da 25 metri per 12), capace di garantire il servizio alla comunità senza l’impatto ambientale e i costi gestionali del vecchio gigante degli anni del boom economico.
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