Giuseppe Rossi

  • Vive a Varese VA

I miei commenti (2)

  1. Vediamo facciamo un paragone per comprendere meglio la questione:

    1° – il 7 gennaio 1887 Eiffel stipulò il contratto con la municipalità di Parigi e il governo francese per costruire la torre.
    2° – La torre venne finita poi il 1º aprile 1889

    Per la costruzione della torre quindi furono necessari 815 giorni, circa quindi 28 mesi, facendo i conti della serva e visto che credo i lavori del cavalcavia siano in corso da almeno giugno di questo anno fanno 7+2=9 mesi che scommetto non basteranno, ci vorrà un anno con questo ritmo.

    Se ne deduce il fatto che se lo stesso sistema usato per rimettere in sesto 20m di cavalcavia fosse usato per costruire la torre Eiffel alta 300m e di complessità ben maggiore sarebbero necessari per arrivare ai suoi i 312,27 metri di altezza, circa 15 anni e 6 mesi.

    Ma se l’impresa che ha costruito la torre Eiffel avesse sistemato (con i mezzi di allora) il cavalcavia di Brunello sarebbe stato finito probabilmente in poche settimane, mentre i romani avrebbero fatto un bellissimo ponte ad arco in pochi mesi che dopo millenni sarebbe ancora in piedi.

    In un paese civile non si può impiegare così tanto tempo per rimettere in sesto un cavalcavia, inoltre visto il tipo di traffico creato delle ditte nella zona i carichi “eccezionali”, fanno parte della “normalità” del traffico che questo ponte deve sopportare. Una zona industriale va dotata di strutture proporzionate e all’altezza del traffico che presumibilmente può generare.

    Ognuno può fare le deduzioni del caso, anche pensare male, credo siamo tutti autorizzati.

    Se vi chiedete perchè il paese stia andando lentamente in un penoso e lacrimoso fallimento sociale ed economico potete rispondervi facilmente.

    in Scoperta una trave spostata, lavori al cavalcavia tra Gazzada e Brunello per altri due mesi

    27 novembre 2019 alle 0:07
  2. Premesso che considero un insulto il fatto che si paghi così tanto per così poco, lo stato non dovrebbe garantire il ritorno economico di queste opere, se si dimostrano inefficaci e poco produttive, come invece si sta facendo con i nostri soldi, questo è il problema non tanto il pedaggio.
    E’ ora che si smetta di coprire con soldi pubblici opere utili solo apparentemente o “poco utili”, aumentiamo solo il debito ed è tempo che certi imprenditori si prendano responsabilità ben precise, non va? Fallisci e lo stato non ti salva, tanto con la miriade di subappalti, di lavoratori che perdono veramente il posto ce ne sarebbero ben pochi (loro sono gli unici da aiutare), alcune imprese hanno consistenza solo sulla carta.
    Se lo stato interviene come un santo e firma norme capestro a nostro nome con le società costruttrici, la concorrenza e il processo economico che fa stare sul mercato le imprese sane e meglio dirette viene distorta.

    Diversamente da altri penso che la gente onesta venga munta dallo stato in modo uguale sia al nord che al sud. A patto che sia onesta, perchè gli onesti pagano sempre e tengono in piedi questo stato. Ci pensano poi i politici a dissipare i nostri risparmi e tasse con opere inutili o firmando contratti con norme capestro verso il privato.

    Corre voce che ci siano anche banchieri che fanno prestiti agli amichetti e poi falliscano sapendo che verranno salvati, ma è solo una voce, non confermata!

    Tutto ormai va nel debito, si fa debito e si fanno nuove tasse fantasiose (ora vanno di moda quelle nascoste per non sollevare troppa polvere), questo paese ha poca speranza se non cambia da subito.

    Vuoi risolvere un problema? Fai un pedaggio fai una nuova tassa!

    in Autostrade, scattano gli aumenti per Pedemontana e Bre.Be.Mi.

    2 gennaio 2020 alle 12:33

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