“Salviamo il vecchio olmo di Daverio”, l’appello del consigliere Alberto Tognola

L'ex sindaco si mobilita in difesa del vecchio albero che si trova in via Primo Maggio. "Se è malato si può curare"

Olmo Daverio

«Due giorni prima di Natale una delibera di giunta immediatamente esecutiva condanna a morte l’olmo del parcheggio di via Primo Maggio a Daverio». Comincia così l’appello del consigliere del gruppo misto Alberto Tognola, ex sindaco di Daverio per salvare l’albero che svetta nel parcheggio di via Primo Maggio.

Non è la prima volta che Tognola si mobilita in difesa del verde del paese: già l’anno scorso aveva chiesto che l’amministrazione non tagliasse due cedri centenari. Ora è la volta dell’olmo.

«L’olmo è una essenza di pregio – spiega Tognola – , divenuta rara nella nostra zona, quando, a seguito di una epidemia, gli olmi morirono quasi tutti.
Un’amministrazione avveduta lo considererebbe un patrimonio appartenente alla collettività da curare e proteggere, dotando il luogo di un pannello esplicativo, che valorizza le sue caratteristiche e i motivi per cui dobbiamo conservarlo; inserendolo in un percorso botanico.
Partiamo dal presupposto che nessuno ricerca l’insicurezza dei cittadini e che, nei dieci anni di mandato che ho svolto come sindaco di Daverio, non si sono mai verificati incidenti, per quanto la politica verso il verde pubblico fosse ben diversa.
D’altronde il programma della lista elettorale “Star bene a Daverio” prevedeva su questo parcheggio la realizzazione della casetta dell’acqua (servizio molto atteso dalla popolazione) e non l’abbattimento dell’olmo, che costituisce il suo unico elemento di pregio.
Gli alberi sono organismi viventi come gli animali e gli esseri umani, invecchiano, se si ammalano si possono curare. Come? Approfondendo lo stato di salute dell’olmo con altre analisi prima di prendere una decisione avventata».

Secondo Tognola la scelta di abbattere l’olmo arrecherebbe un danno irreparabile alla cittadinanza: «Vista l’imminenza delle elezioni e visto che fino ad ora non ha smentito la candidatura alle prossime elezioni, sarebbe più corretto inserire questo intervento nel suo programma elettorale e rimettersi alle urne per la decisione. Dal 2019 il sindaco e la giunta hanno speso per abbattere 26 piante e per potature 73.000 euro. nonostante il programma elettorale prevedesse l’implementazione dei parchi comunali.
Abbattiamo tutte le piante che potrebbero avere problemi preventivamente così ci togliamo il pensiero? Che senso ha. Vero, qualche volta rami possono cadere, alberi possono cadere, ma guarda caso l’unica pianta caduta durante la nevicata di dicembre è un acero di proprietà comunale nel parcheggio pubblico del Gigante che non era stato indicato dal sindaco né censito dall’agronomo».
Il 30 dicembre era convocato un Consiglio comunale ma il tema della manutenzione del patrimonio arboreo presentato dal consigliere Tognola non è stato affrontato: «Era davvero così urgente questo provvedimento, tanto da procedere durante le vacanze di Natale? Forse no. L’incarico all’agronomo è del maggio 2020, la sua relazione del luglio. Dopo l’ultima nevicata di inizio anno il sindaco ha fatto transennare il parcheggio per pericolo caduta rami, creando allarme nella popolazione Ma nel frattempo c’era stata la bufera del 18 ottobre che ha fatto cadere molte piante nei giardini privati, la prima nevicata che ha spezzato rami di conifere, la seconda nevicata, e l’olmo era lì tranquillo, indenne. Proprio dopo la seconda nevicata diventa pericoloso? Ma se è così, allora il sindaco è inadempiente da luglio ad oggi».

La storia

«L’olmo di Daverio è uno dei pochi esemplari sopravvissuti in tutta la provincia – racconta Tognola-. Ha una storia centenaria. Fu posto a dimora molti anni fa dai picapré, i marmisti che avevano lì, alle spalle del circolo, la loro baracca e lavoravano al riparo del sole sotto l’olmo. Uno di questi, Mario, che lo aveva piantato, fu chiamato sotto le armi quando il Duce dichiarò guerra a Francia e Inghilterra. Ferito sul fronte francese, venne catturato dai Tedeschi; non aderì alla Repubblica di Salò e per questo spedito ai lavori forzati in campo di prigionia presso Colonia. Lì incise sulla sua gavetta il suo nome e quelli della moglie e della figlia: era un modo per lasciare una testimonianza dell’affetto che portava loro. Liberato dagli Inglesi, ricatturato dai Tedeschi, infine liberato dagli Americani ritornò a Daverio con mezzi di fortuna. Vogliamo spazzare questo albero simbolo dei lavoratori e della memoria storica di Daverio?»

“Salvate i due cedri del parco”

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 11 Gennaio 2021
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  1. Scritto da FastBeppe

    C’è un buon articolo di di VareseNews che spiega bene le ragioni dei due contendenti per i Cedri, molte buone ragioni per abbatterli e qualche altrettanto buona ragione per conservarli.
    Di fatto per essere buoni gestori di una zona come quella non si lasciano crescere cedri di quelle dimensioni vicino ad una struttura pubblica, la manutenzione e abbattimento costano un capitale, quindi tutte le giunte precedenti hanno fatto male a non pensarci e a lasciare alberi di medie dimensioni vicino al comune. Come al solito in Italia si fa pianto di coccodrillo dopo avere creato il problema, le piante sono lì da decine di anni e nessuno ha mai sollevato obiezioni o fatto qualcosa, ma poi una giunta deve rimediare e prendere una decisione su un problema concreto che si viene a creare. E come al solito chi fa qualcosa viene criticato.
    Il buon senso mi dice che le piante alla fine del loro ciclo quando diventano pericolose vanno sostituite, e sostituirle è un dovere.
    Le piante e le strutture vicine devono essere in armonia, non si lasciano piante malate o a rischio caduta ne in un parco ne in un parcheggio altrimenti il comune dovrebbe pagare, ma più giusto sarebbe che paghi chi ha insistito di fronte ad un pericolo preciso per mantenere una situazione di sicurezza relativa, di fronte all’intensificarsi di fenomeni metereologici estremi.
    Quanto alle potature, i cittadini si lamentano se non vengono fatte, quindi oso pensare che non fossero lavori fatti tanto per fare.
    Mi sbaglierò ma non manca tanto alle elezioni comunali!

  2. Scritto da Felice

    Il problema non è tagliare una pianta….è che molto spesso non sono rimpiazzate da altre più giovani o maggiormente compatibili con il contesto urbano. Abbiamo sempre più città ridotte a invivibili forni di cemento ed asfalto. Le piante “importanti” oramai sopravvivono solo nei giardini delle case storiche private e quando se ne potrebbero piantare si preferisce asfaltare e fare un parcheggio.

    1. Scritto da FastBeppe

      Sta a noi infatti insistere con le amministrazioni perchè le piante vengano rimpiazzate, e stare attenti a chi eleggiamo. Perchè spesso parlano tanto di verde si fa eleggere e guarda caso poi ti fa un piano di lottizzazione che asfalta mezza area verde del paese, sono queste persone travestite da verdi che sono estremamente dannose all’ambiente e a noi cittadini.
      Chi se la ricorda la pubblicità del partito Socialista di tanti anni fa che parlava di loro come alfieri protettori del verde? Sembrava una bestemmia perchè sapevamo benissimo che se arrivano loro dovevi persino avvitare i portacenere ai tavolini, altrimenti sparivano.
      Dobbiamo stare attenti alle persone che siano sincere e non affaristi travestiti.

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