La Margherita: “Il nuovo siamo noi”

L'ex capogruppo Valerio Mariani denuncia gli insuccessi delle amministrazioni di centrodestra e la riduzione del ruolo della città: "L'Ulivo prepara un nuovo progetto per una nuova Busto"

 

Riceviamo e pubblichiamo

E’
strano, ma nel leggere i resoconti della conferenza stampa leghista
di sabato ho avuto la sensazione che il tempo tornasse indietro.
Tornasse
a quella campagna elettorale del 1993, dove l’allora Lega Lombarda,
giovane e acerba forza politica, si presentava come nuova alternativa
ad una classe politica falcidiata (in alcuni casi ingiustamente)
nelle Procure delle Repubblica italiana.

L’amministrazione bustocca in quel momento era un riferimento politico per l’intera
Lombardia attraverso i grandi progetti che la stavano attraversando:
un nuovo PRG, il collegamento con Malpensa (area nord), la nuova zona
industriale in costruzione, il progetto del palazzetto dello sport
intercomunale e il consorzio ACCAM con il suo nuovo impianto. E
infatti la campagna elettorale si mosse su queste grandi linee
politiche e di governo che però trovarono i vecchi partiti in
grandissima difficoltà d’immagine, e pur proponendo
personaggi di indiscusse capacità e qualità trovarono
il rigetto dei cittadini, che in massa si buttarono nelle braccia
della novità politica leghista.

Sono
passate ben tre legislature, la Lega nel frattempo ha perso consensi
e nell’ultima legislatura ha dovuto garantire la propria permanenza
al governo della città attraverso un accordo con in
centrodestra Berlusconiano, deciso ovviamente ad Arcore, senza che la
truppa bustocca dei partiti di centrodestra potesse minimamente
interferire.

Oggi
la Lega e il centrodestra tentano l’ultimo disperato approccio con
la città. E devono però tornare a misurarsi con i
problemi che guarda caso loro stessi non hanno mai risolto.
Villa
Calcaterra con un tentativo della giunta leghista Tosi fallito
miseramente.
L’area
delle nord voluta dalla Prima Repubblica è da tredici anni
(l’intero periodo di governo leghista) un’eterna incompiuta.
Il
centro logistico intermodale è presente fin dall’ultima
revisione (1996) del PRG che la Lega ha votato senza dare alcuna
indicazione rispetto al piano ormai datato 1975.

E
che dire delle ultime vicende?

Visto
il naufragio di tutta la maggioranza – Lega in testa con un Sindaco
sfuggito al potere dei suoi colonnelli!!!! – e il fallimento
amministrativo e di governo della città il centrodestra tenta
un’operazioni di rilancio pensando che la città dimentichi
con l’idea di un nuovo ospedale.
Lasciamo
perdere la verifica, inesistente, sull’opportunità di questa
scelta. Come sempre anche in questa proposta arriviamo, come città,
ultimi degli ultimi dopo che Varese (concretamente), Gallarate e
Legnano hanno già avanzato le loro proposte. Il tutto pensando
di utilizzare il prestigio di Busto, ormai totalmente cancellato con
tredici anni di governo leghista, presso i palazzi regionali dove
altri uomini di città vicine a noi hanno messo gli uomini che
contano.

Cari
amici del centrodestra, il gioco è ormai finito. La città
ha deciso di coprire il tavolo della vostra roulette.
Una
roulette di cose sempre dette e mai fatte, di promesse solo sulla
carta, di incapacità di essere leader del territorio.
La
città non crede più a promesse illusorie e prive di
fondamento e questa volta deciderà di cambiare.
Per
questo cambiamento noi siamo pronti.

Il
messaggio è chiaro. Una città nuova (piano di governo
del territorio) progetti nuovi (governo ambientale) e attenzione ai
problemi (persona).
Nei
prossimi mesi la Margherita, insieme agli amici del centrosinistra,
presenterà un Nuovo progetto per una nuova Busto.
La
Margherita in questo progetto sarà in prima fila e esprimerà
il meglio dei suoi dirigenti per far capire alla città che
l’ALTERNATIVA E’ UNA COSA CONCRETA.

Governo,
questo vuole la città. La Margherita, l’Ulivo e tutto il
centrosinistra sono pronti a raccogliere la sfida.

La
resistenza al cambiamento deriva dalla non conoscenza del futuro.
Le
ragioni del cambiamento si radicano nella conoscenza del passato.
Per
arrivare al nuovo occorre cambiare.
Noi
siamo il nuovo !

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 febbraio 2006
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