Ospedale di Luino: dov’è il rilancio?

Secondo l'Fsi il primo lotto d'nterventi non definisce il ruolo zonale che l'ospedale luinese ha sempre ricoperto

Dov’è il rilancio dell’ospedale di Luino? Se lo chiede Silvio Tonella, sindacalista della Federazione sindacati indipendenti di fronte al piano di utilizzo dei 4,5 milioni di euro stanziati dalla regione per la struttura ospedaliera che fa parte, insieme a Cittiglio, del Presidio del Verbano. «Tranne che nella realizzazione del reparto di medicina riabilitativa – esordisce Tonella in una lunga lettera – non vediamo nessun concreto rilancio dell’ospedale». Gli altri interventi previsti, secondo l’Fsi, sono finalizzati ad una messa a norma della struttura per l’accreditamento sanitario; sono interventi, cioè, di normale amministrazione che servono a mantenere la struttura in regola con le vigenti norme.

Gli altri interventi sono: la costruzione di un ascensore esterno di servizio al padiglione centrale, il potenziamento del servizio di radiologia, la ristrutturazione del secondo piano del ronto soccorso per potenziare la dialisi, lo spostamento e il rinnovo della camera mortuaria. «Con quasi nove miliardi delle vecchie lire – continua Tonella – si riuscirà a malapena a riportare l’ospedale ai livelli minimi di decenza». La domanda che ne consegue, secondo il sindacalista, è che cosa si intende fare di questo ospedale quando il territorio chiede che ritorni ad essere un presidio zonale com’era prima del ’95. Prima di quell’anno, infatti, l’ospedale di Luino aveva anche un punto nascita completao dei reparti di pediatria e maternità, oltre al reparto di rianimazione che è presente nella struttura ma inutilizzato.

Poi c’è il pressing di una parte politica che mischia le acque:«C’è qualcuno che mischia nel torbido – insiste Tonella – e l’esempio è la destinazione del centro Villa Maria dove ora ha sede la comunità psichiatrica protetta, prima si ottengono fondi per il potenziamento di questo centro e poi salta fuori l’ipotesi di spostare la medicina riabilitativa dentro Villa Maria e la comunità psichiatrica nel monoblocco. L’idea ha una sua logica ma adesso si perderebbero i fondi per la comunità psichiatrica»

«Ci auguriamo che il nuovo direttore generale dell’Azienda Macchi capisca la situazione, – conclude Tonella –  metta fine alla supremazia gerarchica dell’ospedale di Cittiglio e spinga perchè il secondo lotto di fondi che la Regione ha promesso vegano stanziati al più presto in modo da definire le caratteristiche di questo ospedale che offre ancora buone prestazioni in alcuni settori». Solo con il secondo lotto, dunque, si potrà avere una speranza di rilancio vero della struttura fondamentale per una popolazione di 55 mila abitanti che vivono in una zona difficile per la conformazione orografica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2006
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