Rovera: «Ottima stagione, ma posso migliorare”

Il giocatore della Robur si complimenta con Vescovi: "Un libro aperto ogni volta che gioca"

Nella Abc che sta guidando con grande autorità il campionato di serie B2 più di uno dei giocatori chiave è nato e cresciuto sui campi di via Marzorati, confermando la bontà del vivaio roburino. Tra essi anche Martino Rovera (nella foto) che a 24 anni sta vivendo la stagione più importante della carriera ed è uno dei perni della squadra disegnata da Alberto Zambelli (nella foto in basso con "Tino") e Fabrizio Garbosi.

La stagione della Robur, finora, è da incorniciare anche se nell’ultimo periodo avete accusato un leggero calo. Tutto bene comunque?
«Per tutto il mese di febbraio abbiamo sostenuto due sedute settimanali di atletica che ci hanno un po’ appesantito, ma è tutto lavoro che ci darà i frutti più avanti. Poi ci sono capitati un po’ di infortuni: ho iniziato io con la schiena, poi è toccato a Ucelli, Fontanel, Malavasi, fino al crack al ginocchio di Rosignoli che ha messo fine alla sua stagione. Però ai playoff manca ancora un mese nel quale contiamo di recuperare la forma che ci ha permesso di vincere un sacco di partite. Un anno con così tanti successi non mi era capitato neppure al minibasket, inoltre questo è un gran bel gruppo sia in campo sia fuori».

Una squadra che può contare sull’apporto di un giocatore del calibro di Vescovi. Qual’è la sua importanza all’interno dell’Abc?
«Cecco è un punto di riferimento per tutti noi, è un libro aperto ogni volta che prende in mano un pallone da basket. Credo che la nostra sia la squadra più fortunata, perché abbiamo a disposizione una persona come lui, che gli altri non hanno. Vescovi ci insegna a destreggiarci nelle situazioni che si vengono a creare, regala consigli, è disponibile con tutti. Ripeto, per noi è una fortuna averlo in squadra».

Lei sta vivendo la propria miglior stagione a livello senior; si aspettava un anno del genere?
«Ci speravo: ho lavorato parecchio perché voglio raccogliere qualcosa di importante. A livello personale ci sto riuscendo, ma naturalmente l’obiettivo finale è quello che condivido con tutta la squadra. Comunque so bene di avere fondamentali in cui posso e devo migliorare. Mi riferisco al tiro, visto che non sono mai stato uno specialista, ma anche al palleggio perché nel corso degli anni ho cambiato ruolo. Giocando sempre più lontano da canestro devo perfezionarmi nel controllo di palla».

Da più parti si sente dire che Rovera merita una possiblità in un campionato più "nobile": ha ricevuto qualche offerta in tal senso?
«No, nessuna proposta, anche se in molti mi invitano a provare a livello più alto. Per il momento però sono concentrato sulla B2 e sul campionato della Robur: già quando guardo alla B di eccellenza, che è il massimo torneo disputato da squadre senza stranieri, mi sembra di vedere un traguardo eccezionale per me. Però è logico che se mi arrivasse qualche chance per provare ad alto livello mi piacerebbe provare a sfruttarla».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 marzo 2006
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