L’appello per il “no” del Comitato “Salviamo la Costituzione”

Riforma costituzionale da bocciare per ragioni di metodo e di contenuto, sostiene il Comitato

 

Riceviamo e pubblichiamo

Il
Comitato “Salviamo la Costituzione” di Busto Arsizio
richiama l’attenzione di tutti i cittadini sulla gravità
delle modifiche che si vogliono apportare alla Parte Seconda della
Costituzione della Repubblica italiana.

E’
questo un momento della nostra vita civile che richiede a tutti uno
sforzo di riflessione serio e responsabile: è urgente
informarsi correttamente sulla natura e sulla portata delle riforme
approvate, al di là delle semplificazioni giornalistiche e
delle deformazioni televisive; ed è necessario valutarne le
conseguenze per le prospettive politiche dell’Italia e per la
concreta vita sociale, anche nei suoi aspetti quotidiani; è
poi importante comprendere quale sia veramente la posta in gioco e
non scambiare questa materia con uno dei tanti temi di conflitto tra
partiti.

Il
Comitato, che si è impegnato per organizzare iniziative a
sostegno dell’informazione e del dibattito sulle riforme e che ha
promosso la raccolta di firme per il referendum popolare, ora
si rivolge a tutti i cittadini affinché si rechino alle urne e
votino NO.

Questa
radicale revisione della Costituzione ci appare infatti
inaccettabile, sia per ragioni di metodo sia per ragioni di
contenuto.

Per
ragioni di metodo:

  1. La
    legge di riforma è stata approvata sulla sola base della
    maggioranza politica del momento senza in nessun modo coinvolgere
    nel dibattito l’intero paese: la stessa maggioranza ha partecipato
    assai poco, tanto che già all’indomani sono cominciate le
    prese di distanza. E oggi, alla vigilia del voto, può essere
    opportuno ricordare che non solo Follini è per il NO,
    ma lo è l’intero Partito liberale,
    alleato della CdL nelle scorse elezioni politiche; all’interno
    dello stesso partito, prima ancora delle elezioni, si era costituito
    un Comitato Centro-Destra per il No; negli scorsi giorni
    anche l´UGL (l´ex-Cisnal), il sindacato vicino ad
    AN, ha deliberato all’unanimità di votare NO.

  2. La
    questione è stata
    trattata come un affare privato fra
    le componenti della maggioranza che hanno proceduto ad uno scambio
    di favori reciproci a spese del Paese.

  3. E’
    rivelatore il modo menzognero con cui viene condotta la campagna
    propagandistica: si sostiene una profonda riforma, ma poi non si ha
    la faccia di dire onestamente in che cosa consiste: a sentire certi
    interventi sembrerebbe che il contenuto principale della riforma sia
    la riduzione del numero dei parlamentari, ma si dimentica poi di
    dire che tale riduzione decorrerà solo dal 2016! Come mai non
    la si fa subito, se davvero si pensa che sia tanto importante? Del
    fatto invece che in Italia sorgerà un regime autoritario, di
    ciò non si dice nulla!

Per
ragioni di contenuto:

  1. Prefigura
    un sistema politico non democratico, che concentra poteri troppo
    estesi nelle mani del Capo del Governo e indebolisce il Parlamento,
    gli Organi di garanzia e il ruolo, che invece è fondamentale,
    del Presidente della Repubblica;

  2. Prospetta
    un’Italia in cui i cittadini non potranno più vedersi
    garantiti uguali livelli di servizi nella sanità, nella
    scuola, nella pubblica sicurezza: gli stessi Principi fondamentali
    della Costituzione, che apparentemente non sono stati modificati,
    verrebbero profondamente intaccati;

  3. Genera
    enorme confusione a livello legislativo e profonde tensioni nei
    rapporti tra Regioni diverse.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 giugno 2006
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