Una gita in bicicletta per le strade della Valganna

Un itinerario di quindici chilometri di media difficoltà per amanti della mountain bike. Un percorso tra natuna e arte con una salita per "gambe buone"

Varese città ciclistica. Non parliamo dei mondiali del 2008, ancora troppo lontani e riservati a chi, delle due ruote, ne ha fatta una professione.

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Una pedalata in Valganna 4 di 6

Il nostro territorio è ricco di sentieri, piste, occasioni per una gita divertente, interessante ma anche impegnativa.
La Provincia di Varese ha riunito alcune idee in un fascicolo con alcuni suggerimenti "Itinerari cicloturistici nella Provincia di Varese".
Partendo da quelli, vogliamo allargare il respiro e proprorvi suggerimenti per una scampagnata all’insegna della natura, dell’arte e … delle due ruote.

La prima "gita" in sella alla mountain bike ci porta in Valganna. Un itinerario di quindici chilometri  percorribile in tre ore, ammirando natura ma anche gioielli architettonici e piccoli centri montani.

Si parte da Ganna piccolo comune che si affaccia sul laghetto omonimo, posto nella sella tra il monte Mondonico e le pendici del monte Val dei Corni. Si può visitare la Villa di Odoardo Tabacchi, uno dei nostri più importanti scultori dell’Ottocento, dove ancora oggi nel suo studio sono conservati i gessi preparatori delle opere.
Il gioiello di Ganna è, però, senza dubbio l’Abbazia di San Gemolo.
La primitiva chiesa romanica venne eretta pochi anni dopo il martirio di San Gemolo sopra una preesistente cappella longobarda dedicata a San Michele. L’edificio venne costruito in porfido di Mondonico e in arenaria dell’Antro delle Gallerie. Verso la metà del sec. XII venne eretto il campanile.
L’attuale complesso è il risultato di numerosi interventi avvenuti nei secoli: solo la chiesa e il chiostro hanno mantenuto l’aspetto originario, mentre la foresteria, il refettorio, le celle e lo scriptorium sono stati trasformati in edifici per uso agricolo. All’interno rimangono alcuni pregevoli affreschi del sec. XV-XVI.

Dopo l’inizio artistico, si sale in sella alla biciletta, obbligatoriamente una mountain bike dato che il tragitto abbina tratti asfaltati a sentieri sterrati.

Dalla via Garibaldi in Ganna si imbocca il sentiero che si inoltra nel bosco e procede fino al laghetto alimentato dalle acque del torrente Margorabbia.  
Dal lago, si imbocca via Riboni e dopo tre chilometri si raggiunge il centro di Ghirla, superando un pittoresco ponte sul fiume Margorabbia. 

A Gihirla imperdibile è una visita alla vecchia stazione liberty della tramvia Varese-Luino, opera di Sommaruga. In fondo a via delle Chiuse, a sinistra della provinciale, si trova l’antico maglio Pavoni (sec. XV-XVI) che veniva mosso dalle acque del torrente Margorabbia. La chiesa parrocchiale dedicata a S. Cristoforo Martire, incorpora due tratti in muratura di una precedente chiesetta risalenti all’età tardo-romanica.

Proseguendo sulla statale 233 per circa 200 metri, al rondò semafotrizzato si imbocca la via a sinistra in direzione Cunardo. Percorse poche centinaia di metri si svolta a destra in via Raglio, una strada abbastanza ombreggiata  lunga un paio di chilometri. Si arriva, quindi, a Cunardo dove si possono ammirare  la chiesa di San Abbondio, in stile tardo barocco, che custodisce un organo del 1833 costruito da Ferdinando Arioli e Giovanni Franzetti di Gemonio; il mulino Rigamonti, uno dei pochi mulini ad acqua ancora funzionanti della provincia di Varese; la Ceramica IBIS con la collezione dei “piatti d’artisti” eseguiti da personaggi illustri della seconda metà del Novecento e, in località Fornaci, i resti della vecchia fornace per la produzione di calce e laterizi.

Lasciata alle spalle Cunardo, la gita "entra nel vivo" con la discesa di via Galilei che conduce a Ferrera, per un dislivello di 150 metri. Superato il campo sportivo si volta a sinistra per una stradina secondaria che, dopo un tratto pianeggiante, sale gradatamente per Masciago Primo .
Quindi si sale ancora, e questa volta per un paio di chilometri abbastanza impegnativi anche se su asfalto, fino a raggiungere Bedero Valcuvia, posto a 522 metri d’altezza. Il nome  Bedero Valcuvia sembra risalire all’epoca celtico-germanico e le prime testimonianaze di vita nel paese le dobbiamo riportare al Medioevo.
Al centro del paese si trova la piccola chiesa di Sant’Ilario del Tardo Romanico che presenta un altare barocco e un abside pentagonale. Notevoli le opere pittoriche come "L’incoronazione della Vergine" del milanese Moroni o "Il buon pastore" di Monzio Campagnani. Non lontano, nei pressi del cimitero del paese, è stata costruita anche la Cappella Valtorta così chiamamata dal nome del pittore che l’ha dipinta.

La gita riprende per il rush finale, con una bella discesa del Pralugano che riporta a Ganna.

Un’uscita non troppo difficile anche se non è per tutte le gambe. Chi non ha i muscoli ancora rodati, il nostro esperto consiglia rapporti piccoli nelle salite, soprattutto quella verso Bedero.

Se avete segnalazioni, consigli, commenti non esistate a scriverci a sport@varesenews.it specificando "itinerari cicloturistici".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 giugno 2006
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