Alberi tagliati al cimitero, il “j’accuse” dei Verdi

Il gruppo politico ambientalista fustiga la gestione del verde da parte dell'amministrazione comunale

Riceviamo e pubblichiamo

Il gruppo Verdi per la Pace di Busto Arsizio plaude all’iniziativa della consigliera indipendente dell’Ulivo Mariella Pecchini, che chiede tramite interrogazione consiliare chiarimenti in merito all’abbattimento in massa di molti cipressi (erano tutti malati, come al solito?) posti da molti decenni lungo i viali del Cimitero centrale cittadino.

Ci chiediamo, alla luce della ultradecennale mancanza di investimenti di Bilancio, quale tipo di politica per l’ambiente, per la qualità della vita e per il verde pubblico intenda produrre la quarta amministrazione di centrodestra, con il suo terzo sindaco, ed il suo assessore di riferimento, nonché Presidente della Pro Patria Calcio, signor Armiraglio.

Non possiamo ritenere che il suo intervento si possa esteticamente limitare ad avere un ottimo prato inglese allo stadio Speroni e una piazza Santa Maria molto scenica, abbellita a festa con fiori e piante in vaso.

Busto Arsizio, la nostra città, soffoca nel traffico e nello smog, con valori di Pm10 rilevati dalla centralina costantemente fissati sopra la soglia consentita dalle Leggi. La cementificazione impera, con abbattimenti di piante secolari nei giardini privati. Il Comune si limita a creare giardinetti di ristrette superfici, mentre taglia viali interi, sostituendo piante d’alto fusto con alberi che da adulti saranno di molto inferiori a quelli estirpati.

Il gruppo Verdi per la Pace bustese chiede che si ricostituiscano subito la commissione edilizia e la commissione verde pubblico. Inoltre facciamo presente che c’è una bizzarra ripetizione nella ditta che ciclicamente si aggiudica i lavori di taglio e ripiantumazione, sempre la stessa.

Occorre anche che vi sia finalmente l’effettiva partenza di Agenda 21 secondo processi e dinamiche di partecipazione diffusa anche a Busto; è ora che il Sindaco non sia un travicello che copre le licenze e gli abusi dei suoi assessorati e dei partiti che lo scelsero.

Assessore Armiraglio, nell’attesa infinita di un giornalino comunale, ci illustri e illustri alla cittadinanza quanto sta facendo per la qualità della vita, cifre alla mano. Quanto spende in tagli e nuove piante? Con quali procedure si assegnano gli incarichi? Chi valuta l’operato ed i risultati della gestione della cosa pubblica? Ci sembra che valga di più un foglio di un perito agronomo, pagato dall’ufficio pubblico coi soldi dei cittadini, che i bisogni reali dei cittadini stessi. Il foglio dell’agronomo poi non si trova neanche… Non vorremmo di certo ricordarla per il taglio di cipressi pluridecennali e per la maglia a strisce biancoblu!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2007
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