Siccità? Rivolgiti a San Miro…a Cazzago già lo fanno

L'immagine del santo nato a Canzo nel comasco nel 1300 utilizzata per invocare le piogge dalle anziane del paese

Ancora una volta è grazie alla segnalazione di un nostro lettore che ci siamo avvicinati ad una storia simpatica, che pesca nel misticismo cristiano e nella venerazione di un santo, San Miro. Mario Pellizzone, “concittadino” del santo, nato a Canzo, in provincia di Como nel 1306 o 1336, ci chiedeva se fossimo a conoscenza della venerazione di Miro anche in un piccolo Comune della provincia di Varese, Cazzago Brabbia. Chiedendo qua e là e raccogliendo informazioni, abbiamo innanzitutto la risposta da dare al lettore: sì, a Cazzago san Miro è venerato, anche se non è certa l’origine di questo culto. Esiste da molti anni, chi dice un centinaio, chi molti di più, un’immagine sacra portata in paese da un vecchio parroco e conservata all’interno della chiesa di San Carlo. Abbiamo spulciato nella tradizione di paese, come sempre foriera di notizie e spunti divertenti ed interessanti: la credenza popolare vuole che il santo in questione fosse invocato nei periodi di siccità per favorire la venuta della pioggia. La radice storica di questa leggenda affonda le radici nel fatto cha a Canzo l’economia era basata sull’ agricoltura e venivano celebrate cerimonie religiose al beato Miro nella chiesetta di San Miro, per invocare la pioggia in prolungati periodi di siccità. Da qui alcuni episodi divertenti persi nella memoria delle anziane del paese. Una volta ad esempio una signora trovò l’immagine del santo nascosta dietro un armadio dalla nipote, ansiosa di trovare bel tempo per una gita al mare fissata da tempo: in numerose altre occasioni l’icona venne occultata in anfratti nascosti per evitare di avere la giornata rovinata da piogge improvvise, mentre in altri casi la stessa venne estratta in periodi durante i quali di acqua dal cielo non se ne vedeva. Ora, grazie all’intervento provvidenziale di Olimpia Giorgetti, una delle memorie storiche del paese, l’immagine di san Miro, prima solo un pezzo di carta in balia delle intemperie, è protetta in un quadretto e appesa nella sacrestia della chiesa parrocchiale di San Carlo: quando non piove, a volte, ricompare, nel solco di una tradizione che a Cazzago Brabbia non sembra avere fine.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 aprile 2007
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.